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Lavoro nero: la battaglia dell’Inps

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"L’obiettivo dell’Inps è far emergere il lavoro sommerso, recuperare i contributi evasi, combattere e annullare i contratti di lavoro fittizi che soprattutto in agricoltura sono strumenti per trasferire denaro pubblico alle organizzazioni mafiose, attraverso indennità sociali non dovute. Nel 2009 il lavoro nero sarà il nostro nemico". Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, commenta così il piano della Vigilanza dell’Istituto. Si tratta di un programma di azioni "che porterà a una comunicazione periodica dell’Istituto sugli obiettivi conseguiti: nel corso dell’anno vogliamo accertare almeno 1,5 miliardi di contribuzione evasa". Mastrapasqua chiarisce che non si tratta di un "intervento repressivo". "I nostri ispettori si muoveranno con l’intento di offrire innanzitutto un contributo di servizio e di consulenza alle imprese che spesso non sanno quali strumenti si possono adottare per far ricorso al lavoro in modo da non ledere i diritti dei lavoratori. Non inseguiranno le irregolarità formali e procedimentali, ma – secondo quanto disposto dalla circolare del ministro Sacconi dello scorso mese di settembre e secondo le recenti linee guida dettate dal ministero del Lavoro – svolgeranno un’operazione di contrasto dei fenomeni di irregolarità che sul piano sostanziale ledono i diritti dei lavoratori". "Il lavoro di intelligence dei nostri uffici e la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate ci consentirà di mandare quasi a colpo sicuro i nostri ispettori" aggiunge il presidente dell’Inps. Nel 2008 l’82% delle aziende visitate presentava irregolarità. Quest’anno l’Inps e l’Agenzia delle Entrate condivideranno gli elenchi di soggetti da verificare, ottimizzando così lo sforzo di ciascun ente: "Contiamo in questo modo di raddoppiare i controlli. Dove vanno i nostri ispettori non vanno i loro e viceversa, ma poi ci scambiamo i dati. Faremo così almeno 150mila controlli ciascuno" conclude Mastrapasqua.


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