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Alluvione: protestano gli agricoltori della Pedegarganica

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In ginocchio le aziende di Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Manfredonia, Zapponeta, Apricena e San Severo. bloccati da mesi i lavori del ponte di Villanova, ma nessuno sa il perche’.

 

Ormai l’agricoltura della fascia Pedegarganica di Capitanata è allo stremo. L’ennesima esondazione del fiume Candelaro e le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno reso impraticabili l’80% dei campi, vanificando le semine delle scorse settimane e pregiudicando di fatto quelle future. Sotto accusa ancora una volta, secondo quando riferiscono le organizzazioni locali della Confederazione Italiana Agricoltura, della Coldiretti e dell’Unione Agricoltori, le istituzioni che farebbero poco per scongiurare le continue alluvioni dei campi e delle colture, per lo più dovute alla mancanza di una rete idrica di sfogo, capace di incanalare le acque e di direzionarle verso l’Adriatico. Alla beffa dell’acqua si aggiugne lo stato penoso in cui versano le arterie parallele o trasversali alla provinciale Pedegarganica, ormai ridotte ad un vero e proprio colabrodo e divenute pericolose per l’incolumità di automobilisti e di operatori colturali. Stupisce in tal senso il silenzio dei Comuni interessati, che continuano a trincerarsi, secondo le organizzazioni sindacali degli agricoltori, dietro alla mancanza di fondi e di finanziamenti pubblici. Sotto accusa anche l’Amministrazione Provinciale di Foggia e il Consorzio di Bonifica di Capitanata, che ai proclami non hanno fatto seguire azioni concrete e interventi di ripristino di strade e canali. E non è tutto: da mesi sono bloccati i lavori per la realizzazione del nuovo ponte di Villanova. Nessuno sa dare risposte sulla loro ripresa e sull’inaugurazione di una struttura attesa da 27 anni! Per quanto sopra detto proclamato, per concludere, lo "stato di agitazione silenzioso" del mondo agricolo pedegarganico.
 


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