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Pianosa, isola in vendita. Calabrese: “non scherzo costa 10milioni”

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Il sindaco “in 400 paghiamo tasse per 20mila. La legge mi è contraria in Sardegna si è fatto”

 

Ancora una volta le spettacolari Isole Tremiti tengono banco. Non per la limpidezza delle acque, o l’inefficienza dei collegamenti con la terraferma, o per il fantastico studio di registrazione impiantato da Lucio Dalla. Ma perchè il sindaco dell’arcipelago, Giuseppe Calabrese, ne ha fatta un’altra delle sue. E, un paio di giorni fa, ha annunciato in Rai la vendita di una delle perle più incontaminate: l’isola di Pianosa, che dista quasi 12 miglia dalle altre abitate e si trova a metà strada fra l’Italia e la Croazia. Questa volta, però, non si tratta della solita boutade. Giuseppe Calabrese sembra fare sul serio.
Sindaco, lei è convinto di poter fare questo passo? La legge glielo consente? L’area è vincolata.
«Certo, perchè l’isola è di proprietà comunale. E’ territorio comunale e come un qualsiasi bene mobile o immobile può essere vendita. D’altra parte ci sono dei precedenti. Anni fa ricordo che in Sardegna è stata venduta una delle isole più piccole».
Ne ricorda il nome?
«No, ma ricordo la circostanza».
Posto che sia possibile, quale sono i motivi che la spingono a farlo?
«Nelle isole vivono 400 abitanti,
ma pagano costi per 2Omila abitanti e non ce la facciamo più».
In che senso?
«La gestione di un depuratore ha costi pari a quelli di un paese da ventimila abitanti. La gestione dell’acquedotto: uguale. Così come i rifiuti. Allora, per far fronte a queste spese devo alienare un bene patrimoniale. Altrimenti ci dicano come andare avanti: questo è un bene anche dello Stato. Quando in famiglia le cose non vanno, bisogna vendersi il mobilio».
Ma ci sono già persone interessate? Gheddafi o altri?
«Con la Libia c’è un antico rapporto di amicizia. Quando Gheddafi, a luglio, verrà a Roma per una visita ufficiale , farà tappa anche alle Tremiti. Ma io penso anche a miliardari americani o inglesi».
Ci sono già contatti?
«No. Noi, intanto, stiamo facendo le nostre valutazioni erariali e dalle prime stime, Pianosa varrebbe circa 10 milioni di euro. D’altra parte, guardi, l’isola non è manco più nostra».
Che vuoi dire?
«Che non si può più accedere perchè, dopo 20 anni, hanno scoperto che tutt’intorno ci sono ordigni bellici ed è stata emessa un’ordinanza di interdizione. Quindi, i turisti non possono accedere. Noi non abbiamo i soldi per bonificare. Ed è una riserva marina aperta solo ai delinquenti».
Ai delinquenti?
«Sì, ai pescatori di frodo che fanno i porci comodi loro. I disonesti ci sguazzano. E io come li fermo? Se succede qualcosa, sono pure responsabile».
Sindaco, la sua allora non è una provocazione?
«Guardi, io ho provato tante volte ad attirare l’attenzione su queste isole e, magari, ci fossi riuscito. Sono 20 anni che faccio questo mestiere, anzi che mi spendo in questa missione da sindaco e posso dire che le Tremiti sono rimaste sempre ignorate, salvo a vantarsene come uno dei patrimoni naturalistici più belli dell’Italia in tutte le pubblicazioni. Provincia, Regione e Governo se ne fregano, ancora una volta? Vuoi dire che l’affare andrà in porto e mi auguro che ad acquistare
sia un italiano e non uno straniero, almeno rimarrà al nostro Paese. Altrimenti, qualcuno si faccia sentire prima dell’aggiudicazione. Non per offrire, però, parole di conforto ma fatti concreti. Altrimenti, non sprechino manco una telefonata».
Ma non sono mai intervenuti?
«Dopo 50 anni, l’unica opera pubblica è stato l’avvio dei lavori al porto che ancora non riusciamo a completare. Noi abbiamo un’abbazia meravigliosa, da annoverare fra i beni internazionali, che abbiamo restaurato in parte e che dovrebbe essere protetta dall’Unesco. Non interessa a nessuno».
Sindaco, ha provato a rivolgersi direttamente al Governo?
<Io sono stanco, quanto posso resistere così? Se vogliono far qualcosa, battano un colpo, altrimenti non ci intralcino>

La replica del presidente del Parco

Invece dal parco del Gargano arriva lo stop: “L’area è vincolata”

Il presidente Gatta furioso per la presa di posizione di Calabrese, giudica “un’assurdità” l’iniziativa.

L’incidente diplomatico questa volta potrebbe scoppiare tra il primo cittadino delle Tremiti e la presidenza dell’Ente parco nazionale del Gargano. La riserva marina è parte integrante dell’area protetta. Giovedì mattina c’è stata bufera nella sede dell’ente parco a Monte Sant’Angelo quando il presidente, Giandiego Gatta, ha saputo dell’ultima iniziativa di Calabrese di mettere in vendita Pianosa, riserva integrale, uno dei gioielli delle Diomedee. «Un’assurdità, una follia» avrebbe tuonato il presidente del parco che in questi giorni è alle prese con i tagli dei trasferimenti all’area protetta e la chiusura del bilancio di previsione. Ci sarebbe stato un vero e proprio scontro tra Gatta e Calabrese, non tanto sulle «legittime» ragioni che hanno spinto il primo cittadino tremitese ad accendere i riflettori sull’arcipelago; quanto sullo stile e sulla credibilità dell’operazione che «non si addice a chi veste i panni Istituzionali» avrebbe ricordato il presidente dell’area protetta al primo cittadino. Gli uffici dell’ente Parco dal canto loro hanno gia messo in guardia Calabrese da portare avanti amministrativamente un simile progetto. Un eventuale atto di Consiglio Comunale sulla vendita di Pianosa sarebbe immediatamente bloccato con ogni mezzo giuridico a disposizione. Un contenzioso che l’area protetta si augura di non dover affrontare. E in ogni caso, spiegano dal Parco, se per assurdo ci fosse qualcuno, uno sceicco, che dovesse veramente dichiararsi disponibile ad acquistare l’isola tutti i vincoli resterebbero tali. Chiunque dovrebbe fare i conti con il Parco. Per altro in questi mesi la presidenza del Parco, comprendendo le grosse difficoltà di bilancio dell’arcipelago, ha attuato delle politiche di sostegno. C’è stato un contributo di circa 40 mila euro per la costruzione del depuratore. Pur con i tagli al bilancio si stanno cercando di mantenere in piedi le iniziative culturali previste per le Tremiti. Tutto questo rumore rischia solo di rendere meno credibili i problemi reali dell’arcipelago, sottolineano nella sede a Monte Sant’Angelo e far sì che quando i riflettori si spegneranno sulla vicenda, per il bilancio delle Tremiti non sarà cambiato granchè.

 

E’ disabitata
Alta 15 metri. L’isola di Pianosa fa parte dell’arcipelago delle isole Tremiti, ha uno sviluppo costiero di 1.300 metri e un’altezza massima di 15 metri. La limitata altezza fa si che durante le mareggiata l’isola venga sommersa dal mare nella quasi interezza motivo per cui è totalmente disabitata. L’isola è per la sua superficie la più piccola dell’arcipelago tremitese.

Per gli attracchi 
L’erosione marina ha rimodellato le coste di roccia calcarea in modo differente: il versante meridionale è caratterizzato da pendici che si immergono dolcemente nel mare, dando vita a piccole baie naturali dove possono essere attraccate piccole imbarcazioni; sul versante nord sono presenti per lo più strapiombi a picco sul mare. In entrambi i casi la navigazione deve essere fatta con molta attenzione.

I fondali

Non è quasi per niente presente la flora
che si limita ad alcune piante grasse bulbi e cipolle selvatiche. Altrettanto scarsa è la fauna composta da piccoli rettili, rospi e conigli selvatici.
Contrariamente nei fondali è presente una nutrita varietà di specie che hanno trovato il loro hàbitat naturale ai piedi di scogliere che precipitano nel mare fra una flora di gorgonie, spugne di diverse varietà e distese di alghe. Qui si riscontra la presenza di pagelli, polpi, orate, cernie e qualche aragosta di grossa taglia.


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