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Il Papa ha deciso D’Ambrosio è il nuovo vescovo di Lecce

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Monsignor Domenico D’Ambrosio, arcivescovo di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste e delegato per la Santa Sede delle opere di San Pio da Pietrelcina sarà il nuovo arcivescovo metropolita di Lecce, in sostituzione di Cosmo Francesco Ruppi. La notizia che circolava negli ambiente ecclesiastici già da alcuni giorni viene ufficializzata questa mattina alle 11.45 nel corso di una funzione religiosa nella cattedrale di Manfredonia dallo stesso D’Ambrosio. Lo stesso avverrà a Lecce. Contemporaneamente, dunque, D’Ambrosio e Ruppi daranno l’annuncio della decisione di Papa Ratzinger. Il vescovo di San Giovanni Rotondo, dunque, ha superato la concorrenza di monsignor Vito De Grisantis, vescovo della diocesi di Ugento e Santa Maria di Leuca, e monsignor Michele Castoro, vescovo della diocesi di Oria (in provincia di Brindisi).
Nato nel 1941 a Peschici, nel Gargano, monsignor Domenico D’Ambrosio, il nuovo vescovo metropolita di Lecce, ha i tratti tipici dei garganici tra cui spicca la caparbietà e la testardaggine. Caratteristiche dimostrate proprio nel corso della guida alla diocesi di Manfredonia-San Giovanni Rotondo e Vieste quando ha chiesto più volte a Papa Benedetto XVI di venire a pregare sulla tomba di San Pio da Pietrelcina, tanto da ottenere la visita del Santo Padre. Dopo tutta questa insistenza monsignor D’Ambrosio, da tutti chiamato «don Mimì», spera di venire a Lecce dopo il 21 giugno prossimo, quando Papa Benedetto XVI verrà a San Giovanni Rotondo. Ordinato presbitero il 19 luglio 1965, nel 1969 don Mimì è diventato parroco a San Giovanni Rotondo e consacrato vescovo da papa Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1990. L’8 marzo del 2003 è stato nominato vescovo di Manfredonia-San Giovanni Rotondo e Vieste dopo aver guidato le diocesi di Termoli-Larino e di Foggia-Bovino. Nel maggio del 2003 Papa Wojtyla lo ha nominato delegato per la Santa Sede del santuario e delle opere di San Pio da Pietrelcina.
Con la sua ufficializzazione a vescovo metropolita di Lecce non è noto ancora se il nuovo vescovo di S. Giovanni Rotondo avrà anche la nomina di delegato pontificio assegnata a D’Ambrosio. Una nomina quest’ultima – che non fu presa, in un primo momento, molto bene dai frati del convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo che tornarono a parlare del “clima di persecuzione che ha dovuto subire Padre Pio”. Poi con il tempo tutto si è appianato e i rapporti tra monsignor D‘Ambrosio e i frati cappuccini sono stati sempre caratterizzati da reciproca collaborazione. Una «collaborazione» finita
anche nella aule del tribunale di Foggia, lo scorso anno, quando don Mimì e alcuni frati furono denunciati da un’associazione di Torino dopo l’esumazione e l’esposizione ai fedeli del corpo di San Pio perché accusati di vilipendio di cadavere: indagine poi conclusa con l’archiviazione. Il nuovo vescovo di Lecce, inoltre, nel corso dei suoi mandati ha dovuto anche confortare i fedeli delle sue diocesi vittime di tragedie. Era vescovo di Foggia, infatti, quando il novembre del 1999 crollò il palazzo di viale Giotto provocando la morte di sessantasette persone. Inoltre sette delle otto vittime foggiane del terremoto che ha colpito l’Abruzzo erano della diocesi di San Giovanni Rotondo e Vieste, ed è stato lui che ha voluto officiare i funerali delle sette ragazze morte tra le macerie de L’Aquila.


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