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UDC, noi protagonisti al ballottaggio

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Più che una conferenza è stato una sorta di rito liberatorio. L’Udc di Capitanata ha voluto riepilogare le travagliate fasi preelettorali, spiegando il percorso che ha portato prima alla nomination di Santaniello, poi al no ad Eliseo Zanasi e, infine, alla scelta di appoggiare Lucia Lambresa. Un rito liberatorio, con una serie di sassolini che Di Giuseppe ha voluto finalmente togliersi dalle scarpe. Obiettivo numero uno il candidato sindaco del Popolo della Libertà. Un progetto politico non può basarsi sul tradimento, ma ha bisogno di lealtà e coerenza. Un comportamento, ha confessato Di Giuseppe, che "mi ha colpito non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello personale". Sul presunto scivolamento a sinistra, il segretario provinciale dell’Unione di Centro ha ribadito che si tratta di una ipotesi mai presa in considerazione, e che mai Foggia avrebbe seguito la strada di Brindisi, dove UDC e PD sostengono lo stesso candidato presidente della Provincia. Proprio per questo risultano incomprensibili le prese di distanza di Franco D’Emilio e Mimmo Verile. Della scelta dell’ex sindaco Di Giuseppe si è detto molto dispiaciuto, mentre a D’Emilio chiede le dimissioni dal Consiglio di amministrazione di Promodaunia, all’interno del quale è stato nominato in quota UDC. Una battuta anche su Bruno Longo. Per Michele Ricci sarebbe stato più serio dichiarare di volersi candidarsi in una lista che da maggiori possibilità di essere eletti anzichè andar via per il timore di un’intesa dell’UDC con il centrosinistra al ballottaggio. Ma di quali scelte fare al ballottaggio l’UDC non pensa. "Non è un problema che ci riguarda – ha dichiarato Di Giuseppe – perchè Lucia Lambresa sarà il candidato vincente, e sono quindi gli altri candidati a doversi porre il problema delle intese".


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