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Influenza messicana: casi sospetti e sintomatologia

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Il primo malato italiano di febbre suina, tornato a Massa dal Messico è guarito. Il governo italiano preannuncia che è facile pensare che ci saranno nuovi casi in Italia, mentre le segnalazioni in tutta Europa non fanno che crescere. Un caso sospetto si è verificato pochi giorni fa anche a Foggia, ha riguardato una donna della provincia di 34 anni rientrata da un viaggio in Messico.  Il direttore sanitario, Deni Aldo Procaccini, che abbiamo intervistato proprio in quei giorni, aveva fornito rassicurazioni al riguardo, spiegando che la trentaquattrenne rientrata il 22 aprile, dopo un isolamento durato due giorni al reparto di malattie infettive, in attesa dell’esito delle analisi, è risultata negativa. Quindi sospetto scongiurato. Fra i sintomi, che hanno portato la donna al ricovero, dissenteria e qualche linea di febbre. Sintomi, ha spiegato Tino Grisorio responsabile del reparto di malattie emergenti, che è facile aspettarsi al rientro da un qualunque viaggio. Ricovero e analisi, quindi, solo a scopo precauzionale, visto che la donna rientrava dal Paese sudamericano. Chiari i sintomi della malattia, febbre alta, dolori articolari, dolori addominali, dissenteria e una leggera congiuntivite. Il contagio avviene da persona a persona, attraverso il contatto con le secrezioni. L’incubazione non è lunga, di otto giorni al massimo dal contagio. Tutti i test vengono eseguiti a Bari, anche se il Riuniti è stato individuato come centro di riferimento per la valutazione di altri casi sospetti.


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