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PD Vieste/ Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare della Regione in materia di Putt/p

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Il Comune di Vieste ha completato ad agosto del 2008 il procedimento per l’adeguamento del Prg al Piano Paesistico (PUTT), con la perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estesi e Distinti, rischiando – per il notevole ritardo negli adempimenti – la nomina di un commissario ad acta da parte della Regione Puglia.

 

Tra gli adempimenti del PUTT/P rientra la perimetrazione dei territori costruiti, unico elaborato cartografico approvato in Consiglio Comunale nel 2003,  oggetto di contenzioso con la regione Puglia. Infatti, il Comune di Vieste ha impugnato nel 2004 l’atto regionale di riscontro della perimetrazione dei territori costruiti nella parte in cui per alcune zone è stata denegata l’attestazione di coerenza al PUTT/P.  Il ricorso del Comune è stato accolto dal TAR Puglia con Sentenza del 15 gennaio 2009, mentre il 12 giugno 2009, in sede cautelare di appello, il Consiglio di Stato accogliendo le richieste della Regione Puglia ha sospeso l’efficacia della Sentenza del TAR.

Con il Consiglio Comunale del 13 agosto 2008 è stata approvata la trasposizione dei P.U.T.T.P. nel P.R.G., operazione che assume grande rilevanza ai fini dei processi di trasformazione fisica del territorio. Con detti atti, in sostanza sono state approvate le cartografie degli ambiti territoriali distinti, senza alcuna operazione di adeguamento alla situazione di fatto e senza alcuna relazione illustrativa a supporto delle operazioni eseguite; ed è stata anche operata di fatto una nuova perimetrazione dei territori costruiti (terreni che non sono soggetti a particolari prescrizioni paesaggistiche), diversa da quella oggetto del contenzioso con la Regione Puglia innanzi citato.

Lo sviluppo urbanistico, che costituisce un fattore molto importante per lo sviluppo e l’occupazione di un territorio, deve necessariamente adottare nuovi ed innovativi strumenti di pianificazione che garantiscano un livello di occupazione costante nel tempo e che assicuri lavoro ai cittadini viestani.

Oggi, per sviluppare ulte­riori potenzialità si deve intervenire con un nuovo strumento urbanistico – che non potrà non farsi carico della riqualificazione del centro storico e del quartiere ottocentesco – basato sulla perequazione urbanistica come metodo di attuazione della pianifi­cazione, caratterizzato es­senzialmente per la funzio­ne di equa distribuzione dei benefici e degli oneri ge­nerati dalla pianificazione. Ciò produce due effetti concomitanti: assicura una giustizia distributiva nei confronti dei proprietari dei suoli destinati ad uso urbano; mira all’attuazio­ne consensuale della programmazione e alla forma­zione di un patrimonio pubblico immobiliare a servizio della collettività, senza la necessità di fare espropri e senza oneri deri­vanti per le casse comunali.
In sostanza si devono tutelare sia gli in­teressi di chi realizzerà gli interventi che quelli dei cittadini viestani, i quali vogliono che con l’economia cresca anche la città. Per fare questo bisogna creare uno strumento urbani­stico che preveda in cambio de­gli interventi privati la realizza­zione effettiva di infrastrutture pubbliche, che tenga con­to sin dall’origine che occorre migliorare gli standards sulla qualità della vita e che occorre perseguire gli interessi colletti­vi di tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle risorse cultura­li.
L’attuale amministrazione ha proceduto in questi tre anni – tra l’altro – a licenziare nuove lottizzazioni – secondo un sistema feudale ben collaudato presso il Comune di Vieste – con utilizzo in diversi casi di terreni per i quali la Regione Puglia ha denegato l’attestazione di coerenza dei territori costruiti ai PUTT/P.
Basta vedere le ultime lottizzazioni realizzate, ed in particolare quella del Piano integrato, per la quale non sono state completate le opere di urbanizzazione e non si sa se e dove verranno collocati e realizzati i lotti delle cooperative edilizie, e dove i due ettari di aree a verde e servizi sono sparite.
Gli strumenti di pianificazione, compreso l’adeguamento del Prg al Piano Paesistico, vanno riformulati con procedure trasparenti che mirino all’interesse della nostra città e non secondo il sistema feudale che ha creato solo danni al nostro territorio ed ai lavoratori viestani che si troveranno di qui a breve senza lavoro e senza prospettive per il futuro.
Il Segretario cittadino del Pd Vieste: Mauro Clemente


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