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VENDOLA-BIS: GIUNTA REGIONALE ORA ANCORA UN PO’ PIÙ SALENTINA

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Esce Frisullo, ma entrano nell’esecutivo di Viale Capruzzi l’ex vicepresidente della provincia di Lecce, Loredana Capone, ed il consigliere regionale, Dario Stefàno. Con loro altri tre volti nuovi

 

Nasce il “Vendola bis”, ossia il nuovo esecutivo che il governatore pugliese, dopo l’azzeramento della giunta avvenuta nei giorni scorsi dà alla luce, per rilanciare la propria azione amministrativa e dare un colpo di spugna alle polemiche e ai sospetti, che stanno interessando alcuni esponenti della sua maggioranza, nel filone d’inchiesta avviato dalla Magistratura di Bari.

La nuova giunta, che Nichi Vendola propone con il rimpasto, allarga la delegazione salentina in Viale Capruzzi: al posto dell’uscente vicepresidente, Sandro Frisullo, infatti, entra in quota Pd Loredana Capone, fresca candidata del centrosinistra alle ultime provinciali leccesi. La ex numero due di Palazzo dei Celestini, a fianco di Giovanni Pellegrino, diventa la numero due del governatore pugliese, assicurandosi un importante ruolo di rappresentanza. Con lei, trova spazio anche una vecchia conoscenza del Pd, il consigliere regionale otrantino, Dario Stefàno, spostatosi di recente nel Terzo Polo, dopo un primo avvicinamento all’Udc e l’accordo programmatico con il movimento di Adriana Poli Bortone “Io Sud”, in risposta alla sua dichiarata vocazione di moderato: è lui il riferimento di quel centro, al quale Vendola si era rivolto nelle ultime ore per cercare di allargare l’asse del proprio governo. Nonostante, però, l’ingresso in giunta di Stefàno, Vendola sembra non aver fatto breccia nel cuore dell’Udc e da Roma continuano a marcare la distanza di pensiero e programma: al momento, dunque, sembra il sostegno del partito di Casini alla giunta Vendola. Così come appare complesso ogni coinvolgimento della Poli Bortone e del suo movimento all’interno dell’esecutivo di Vendola, verso il quale la senatrice continua a professare un giudizio negativo, pur apprezzando il riconoscimento che lo stesso governatore ha dato a Stefàno.

Insieme ai due salentini, entrano in giunta l’economista Gianfranco Viesti, presidente dell’Agenzia regionale tecnologia e innovazione (Arti), Magda Terrevoli, presidente regionale dei Verdi e presidente della Commissione regionale pari opportunità, Fabiano Amati, vicepresidente dell’Anci Puglia, in quota Pd. Dall’esecutivo, invece, escono, ma restano a Bari in qualità di consiglieri regionali sia Sandro Frisullo che Enzo Russo del Partito Democratico, il “Verde” Mimmo Lomelo, e i “tecnici” Marco Barbieri e Massimo Ostillio.

Fatta la squadra in tempi brevi rispetto a quanto preventivato (la svolta si attendeva nella giornata di martedì), restano la tensione e i molti nodi da sciogliere: Frisullo non ha gradito la propria estromissione, senza un previo dibattito politico, prendendo atto di uno “stile deludente”. Del resto, l’ex vicepresidente ha sempre puntualizzato di non essere indagato, sentendosi messo sotto processo senza alcuna reale motivazione e pur dichiarando di aver dimostrato la disponibilità a fare un passo indietro, ma solo attraverso un confronto chiaro.

E resta da comprendere se vi sia la piena soddisfazione del Partito Democratico regionale rispetto alle scelte di Vendola, che qualche mal di pancia avevano pur provocato la scorsa settimana: la questione morale resta, poi, all’ordine del giorno, con lo scontro ideologico di chi ritiene sommario azzerare un esecutivo, in base ai sospetti su alcuni esponenti, emersi nell’inchiesta sullo scandalo sanità, e chi, invece, sostiene la necessità di dare un segnale forte alla società, in un sistema dove sta diventando istituzionalizzata la prassi di non dimettersi, neanche dinanzi ad una condanna.

In mattinata, intanto, Nichi Vendola si recherà in procura per essere ascoltato come persona informata dei fatti dal pm Desirée Digeronimo, mentre l’indagine barese si appresta a verificare se la tipologia di gestione degli ospedali pugliesi abbia fatto scuola anche in altri settori, come quello della Protezione civile e dell’agricoltura, in seguito all’interrogatorio di Enrico Intini, il patron del gruppo Sme, indagato per corruzione e turbativa d’asta con l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino.

Tornando alla politica, per Vendola e la sua nuova squadra di governo si preparano tempi duri, in cui riprendere il filo amministrativo regionale e rilanciare l’azione dell’intero centrosinistra, anche in funzione dei risvolti politici che sono all’orizzonte, con la possibile alleanza trasversale tra Pd e Udc anche per le prossime elezioni regionali. Ma il compito più duro sarà quello di dimostrare che la “primavera pugliese” non sia solo un ricordo, che ha ceduto ad un’estate calda di polemiche e beghe interne, o peggio ancora, come sostengono molti detrattori del centrodestra, che questa fase sia il preludio di un autunno pugliese, destinato a stravolgere nuovamente la geografia politica regionale.
Mauro Bortone


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