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«Se questo è Gargano» pattumiera all’aperto

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S. Menaio – Siamo arrivati da queste parti richiamati da un gruppo di turisti australiani. Francis O’Riordan, la sua amica Jacqueline, Jane Gleese e il fidanzato Silvio Gioia sono per la prima volta sul Gargano e giurano che ritorneranno. Ma non credevano che le straordinarie bellezze naturali del nostro promontorio affogassero nella pattumiera. A dire il vero non lo credevamo nemmeno noi, almeno fino a ieri. Ci siamo spinti là dove forse il turista ordinario non arriva.  Ci hanno accompagnato sul litorale di San Menaio, quello che dal lido Cento scalini fugge verso la spiaggia libera fino a Calenella. Abbiamo percorso con loro quasi tre chilometri di costa, un panorama mozzafiato costellato di calette, spuntoni di roccia, insenature naturali. E’ la spiaggia delle pietre nere o della macchia a mare come la chiamano qui. Ma per passare di caletta in caletta abbiamo dovuto scansare cumuli di immondizia stratificata lì da chissà quanto tempo.

Ce n’è per tutti i gusti: frattaglie di polistirolo, cotton fiocc, un pneumatico con i cerchioni arrugginiti, un vecchio pedalò, centinaia di bottiglie di plastica, i resti di un televisore. E poi una teoria infinita di retine usate dai pescatori per contenere le cozze. Tutto materiale difficilmente biodegradabile, probabilmente portato dal mare. «Un tempo – riferisce un residente – c’era più pulizia, la spiaggia venivano a pulirla con i muli. Adesso non fa più niente nessuno».

Sott’accusa il Comune di Vico del Gargano cui spetta la pulizia della spiaggia e di che spiaggia poi: uno dei posti incantati che il mondo ancora ci invidia. I turisti australiani, quando torneranno in patria, non faranno certamente una buona pubblicità al Gargano. E’ peraltro gente del mestiere: produttori televisivi di un canale satellitare, Foxtel, che entra anche nel bouquet di Sky nei paesi anglosassoni.

«Da noi spiagge così ce le sogniamo – dice Francis O’Riordan – eppure anche l’Australia è un posto incantato come il vostro. Però c’è più pulizia: cercate di fare qualcosa finchè siete in tempo». Durante la nostra passeggiata tra i rifiuti abbiamo incontrato sul nostro percorso altri turisti che non hanno perso l’abitudine di addentrarsi in quella pattumiera. «Fate bene a scriverlo, denunciate pure che è uno schifo tenere una spiaggia così bella in questo stato», protesta Gianfranco D’Aversa di Foggia al rientro da una giornata al mare con la fidanzata Marianna Pelullo.
Più avanti altri due turisti cercano riparo dal sole sotto un capanno improvvisato, fatto di legni di risulta restituiti dal mare. «Forse costruito da un pescatore», osservano Mario Mergoni e Marcella Antonioli di Parma. Anche per i due turisti emiliani è la prima volta sul Gargano, li rivedremo? «Senz’altro – dicono – è il posto più bello che al Sud abbiamo visitato. Però ci vorrebbe un po’ più di decoro, rispetto per i luoghi. Non esistono solo i lidi attrezzati, chi vuole la spiaggia libera deve poter trovare sul Gargano l’opportunità di trascorrere qualche ora al mare in modo non convenzionale».

Una turista tedesca si destreggia fra cumuli di pietre ammonticchiate dal mare e immondizia: «Vengo da Friburgo – dice Carmen Holzer – sono appassionata del vostro Sud. L’anno scorso ero a Otranto, ma qui sul Gargano è molto meglio. Però sulla spiaggia non posso rilassarmi, ho paura di sedere su qualche vetro di bottiglia: ne ho trovati tantissimi in questa spiaggia». Quest’anno pare si sia messo pure il mare a complicare le cose. Gli habituè della spiaggia ricordano che qualche stagione fa c’era molto più spazio, mentre oggi le onde già dopo mezzogiorno sbattono contro i costoni. Una roccia peraltro che frana, non a caso il Comune qua e là ha costruito alcuni terrapieni in cemento per contenere la costa anche se i risultati non sembrano brillanti. E’ un pezzo di paradiso che si sbriciola e si deturpa un po’ alla volta, l’allarme dei turisti verrà raccolto?

MASSIMO LEVANTACI


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