The news is by your side.

Turismo/ Vieste piange….Peschici se la ride

25

“La sera se ne vanno tutti a Peschici”. L’affondo di Manzionna. Paolo Rosiello: “Commercianti sveglia!”. A Mattinata invece si sperimenta la formula cibo&musica.

 

L’annus horribilis dell’economia sta eclissando anche l’andamento dell’estate made in Vieste. Ormai, sembrano lontani i fasti degli anni passati, quando la cittadina garganica veniva presa d’assalto da turisti, anche vip. Una meta diventata uno status symbol per chi voleva fregiarsi (e quindi poi raccontare ad amici e parenti) di una vacanza di serie A. Ora, sembrano rimaste solo le polveri bagnate di quelle scintillanti estati. Proprio nei giorni scorsi, i primi segnali di una stagione anomala, e non solo per le bizze metereologiche. In due distinte interviste rilasciate al giornale l’Attacco, Mimì Spina Diana, ex sindaco di Vieste e fautore dello sviluppo della ricettività locale, e Michele Nobiletti, noto imprenditore turistico locale (titolare del Quesenada, Mistral Cafe e di un residence), raccontavano delle notti troppo “moscie”, dove dopo mezzanotte sembra scattare il coprifuoco. Entrambi, dopo un’attenta analisi, individuavano nell’assenza di divertimento e attrazione per i giovani, unita alla mancanza di grossi eventi, le cause dell’inesorabile tracollo che ha letteralmente insabbiato l’economia viestana. Un’altra importante analisi, che evidenzia le croniche criticità della soporifera estate 2009, giunge da Gigi Manzionna, storico imprenditore ed operatore turistico, presidente fino a qualche mese fa del Cotup, il consorzio degli operatori turistici pugliesi. “Alle 23, vanno tutti a casa – dichiara Manzionna-. Quando qui per strada non c’è nessuno, a Peschici, a pochi chilometri da qui, c’è l’ira di Dio. Bisogna cambiare subito mentalità per salvarsi. A Vieste c’è un surplus esagerato di bar e tavole calde (molti improvvisati), e pochissimi locali che offrono divertimento. Oltre al Quesenada e al Mistral, ai giovani non offriamo nulla. A Vieste, le discoteche sono sempre mancate, perché avevamo nei paraggi locali impareggiabili, che purtroppo ora hanno perso il proprio smalto: Pugnochiuso, Pizzomunno, Paradiso Selvaggio e Castellino”. Manzionna, va al nocciolo della questione. “Volete sapere perché Vieste è una città moribonda? Semplice, perché mancano i giovani, quelli che davvero fanno girare l’economia, quelli che spendono dal primo all’ultimo centesimo di budget. Io quest’anno più o meno, registro le stesse presenze dell’anno scorso, ma sto subendo grossi danni al bar e al ristorante, perché, a causa della crisi, le famiglie spendono il minimo indispensabile. Si limitano a farsi la vacanza – conclude -. Quest’anno sia l’Amministrazione comunale, sia gli operatori turistici (attraverso forti sconti sul listino prezzi) hanno fatto il possibile per gestire questa stagione estiva. Il grande problema, resta l’eccessiva presenza di posti letto, che è impossibile riempire per intero”. Invece, vede il bicchiere mezzo pieno, Paolo Rosiello, titolare del camping Scialmarino. “Oggi come oggi –afferma l’imprenditore -, posso dichiararmi soddisfatto. All’inizio della stagione estiva le previsioni delle presenze, a causa della forte recessioni economica mondiale, erano catastrofiche. Invece, oggi, registro più o meno le stesse presenze dell’anno scorso. Certo, non possiamo fare i salti di gioia, ma viste le premesse possiamo accontentarci – aggiunge-.. Vieste è vuota di sera?A luglio è sempre così, mentre ad agosto, quando arrivano in massa i giovani, le notti si concludono con l’alba. A luglio, ci sono le famiglie che vengono qui per rilassarsi. Non sono d’accordo con chi si scaglia contro questa Amministrazione comunale, perché sta gestendo bene le risorse, proponendo un buon numero di eventi e manifestazioni. Forse, rispetto al passato,la qualità di quest’ultimi è inferiore, ma è anche vero che le esigenze di turisti e cittadini sono cambiate con il tempo” . Sull’assenza di turisti giovani a Vieste, Rosiello ha le idee chiare. “Non abbiamo mai voluto essere come Rimini e Riccione. Preferiamo puntare non su grosse strutture del divertimento, ma sulla valorizzazione del nostro paesaggio e del nostro mare. E poi, puntare sul target famigliare è una scelta strategica, perché esso garantisce, al contrario di quello dei giovani, un periodo di lavoro più lungo e sicuro. Infatti, i giovani, si concentrano tutti nelle due settimane centrali d’agosto, e non garantiscono guadagni certi – sottolinea-. Certo, se qualcuno a Vieste decidesse di investire nella costruzione di una struttura polifunzionale del divertimento (piscine, scivoli, discoteca), farebbe davvero un bel colpo. Devo fare un’appunto a quelli che accusano i villaggi turistici di imprigionare i turisti. Questo è un vecchio e falso problema, perchè i servizi di market e bar, ci vengono imposti per legge, pena la revoca della concessione. L’animazione, la vogliono tutti, e se non ce l’hai nessuno prenota. Infine, il 60% dei clienti escono la sera e in paese, ma tornano delusi. I commercianti devono svegliarsi. Non serve più la bella vetrina, devono catturare l’attenzione e suscitare emozioni nell’avventore”.
MATTEO PALUMBO

L’Attacco
 


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright