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Il sindaco di Manfredonia denuncia lo stato di empasse dello scalo marittimo

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"La vicenda del mancato collegamento navale del porto di Manfredonia con le Isole Tremiti deciso unilateralmente dalla Tirrenia, società di navigazione partecipata dello Stato, certifica il completo fallimento dell’Autorità portuale di Manfredonia così come fino ad ora concepita", lo afferma il sindaco di Manfredonia Paolo Campo a margine della polemica sui collegamenti navali con l’arcipelago Diomedeo al largo del Gargano.  "La circostanza che sia ancora commissariata ad oltre tre anni dalla sua avventurosa istituzione – rileva il sindaco di Manfredonia – dice chiaramente che non vi è un progetto definito che giustifichi la persistenza di una Autorità portuale autonoma che i fatti dimostrano essere, al di là delle persone che ne hanno la responsabilità di gestione, non solo del tutto deludente ma addirittura dannosa tant’è che non è stata in grado neppure di mantenere il tradizionale servizio passeggeri per le Tremiti. Una vicenda mortificante per Manfredonia e per l’intera Capitanata, che rappresenta peraltro solo un aspetto del più complessivo problema dello scalo marittimo di Manfredonia che nonostante le sue strutture portuali diversificate e la posizione strategica in uno scenario di traffici in forte sviluppo, è rimasto a fare da Cenerentola quando avrebbe potuto invece essere tra le realtà più edificanti del meridione". Ricordato "Il razionale e lungimirante progetto elaborato da questa amministrazione comunale dell’Autorità portuale del Levante che in una visione più rispondente alle moderne concezioni dei traffici marittimi e della gestione dei porti, consorziava più porti pugliesi a cominciare da quello di Bari, iniziativa che ha suscitato grande interesse nei settori economici della provincia e adesioni tra gli operatori del settore, ma che ha trovato l’ostinato ed insensato ostracismo del centrodestra", Campo rileva come "Con scarso senso della realtà, il governo di centrodestra e dunque i suoi rappresentanti ai vari livelli dai nazionali ai provinciali, hanno preferito ad una realtà che oggi sarebbe stata brillantemente operante con sostanziali benefici economici ed occupazionali non solo per il settore specifico marittimo, una misera e inoperosa Autorità portuale rivelatasi oggettivamente del tutto insufficiente a dare un qualche respiro ad uno scalo marittimo dalle straordinarie potenzialità operative". "Una grave omissione – conclude Campo – che condiziona lo sviluppo non solo economico di Manfredonia e di larga parte della Capitanata le cui responsabilità ricadono interamente sul centrodestra".


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