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Sanitopoli a Bari le indagini sono alla svolta decisiva

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Quella che si apre oggi è, probabilmente, l’ultima settimana di lavoro per le inchieste sulla sanitopoli pugliese. E il filone del finanziamento pubblico ai partiti potrebbe riservare qualche sorpresa: la pm Desirèe Digeronimo ha infatti rinviato le ferie, inizialmente previste da oggi, a domenica prossima. Segno evidente che gli accertamenti non sono terminati. Anche ieri i carabinieri del comando provinciale di Bari, agli ordini del capitano Michele Cataneo, hanno lavorato per spulciare il materiale raccolto nelle sedi di cinque partiti del centrosinistra. Nei bilanci e negli estratti conto bancari gli inquirenti starebbero cercando il riscontro alle dichiarazioni rese da alcuni testimoni, secondo cui esisterebbe una specie di comitato d’affari: gli imprenditori della sanità, destinatari di favori all’interno del sistema regionale, avrebbero infatti finanziato le campagne elettorali dei partiti. Il trait d’union tra politica e imprenditoria sarebbero, secondo l’ipotesi accusatoria, una serie di atti (delibere di giunta, determine dirigenziali) assunte dall’ex assessore alla Sanità, Alberto Tedesco (oggi senatore Pd), e dai dirigenti della Asl di Bari: attraverso questi atti potrebbero essere state pilotate gare d’ap – palto, assegnati incarichi, costruite (o distrutte) carriere di primari.

Le prime ipotesi contenute nel fascicolo della Digeronimo, che ha portato alle dimissioni di Tedesco, si sono finora rivelate deboli. Tra i rilievi mossi a Tedesco c’era infatti quello di aver modificato il Piano regionale della salute per favorire un imprenditore di Bisceglie. L’inchiesta interna della Regione ha tuttavia dimostrato che l’«appuntino» di cui Tedesco e l’imprenditore parlano in un’intercettazione telefonica non è mai entrato a far parte del piano.

Un filone di indagine riguarda poi le procedure per la ristrutturazione dell’ospedale Cotugno, destinato a ospitare l’Oncologico di Bari. Una vicenda, quella del nuovo ospedale, ben conosciuta dal consigliere regionale Massimo Cassano (Pdl): sono stati i suoi sopralluoghi, nel corso degli anni, a evidenziare i notevoli ritardi accumulati dai lavori.
«Ciò che davvero non si spiega nella vicenda dell’Oncologico – dice Cassano – è questo: la Regione possiede un immobile proprio, il Cotugno, eppure continua a spendere centinaia di migliaia di euro al mese per pagare il fitto del vecchio ospedale a una società privata, la Cbh».

Cassano non lancia accuse, si limita a osservare i fatti: «Per alcuni anni – dice – i lavori al Cotugno sono stati rinviati o rallentati per mille motivi. E ancora oggi quest’opera non si riesce a completare. Con i miei sopralluoghi, sono riuscito a far sì che l’ufficio tecnico dell’Asl abbia velocizzato la procedura. Siamo a buon punto, ma comunque i tempi previsti per la consegna non saranno rispettati. E questo significa ulteriori costi a carico del bilancio regionale e ulteriori disagi a carico dei cittadini».


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