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Lesina Marina/ Dissesto idrogeologico: il Prefetto verifiche agli edifici a spese dei proprietari

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Estate 2008, a Lesina Marina, davanti alla Chiesa "Stella Maris", si apre una voragine del diametro di una decina di metri. Un cedimento del manto stradale provocato da un fenomeno con il quale, da anni, il comune è costretto a fare i conti, il dissesto idrogeologico provocato dallo scioglimento delle pareti gessose che corrono lungo il canale "Acquarotta" e nel sottosuolo del centro vacanziero: rocce che, a contatto con l’acqua salata provocano una reazione chimica che porta allo scioglimento della massa gessosa facilitando il propagarsi delle acque e il relativo cedimento delle strutture edilizie. Da allora è passato un anno, ma la situazione, al momento è identica a quella del 2008, se non addirittura peggiore. Ad aggravare lo stato di agitazione dei proprietari degli immobili a rischio, ora arriva anche un’ordinanza del Prefetto, Antonio Nunziante, commissario ad acta per l’emergenza di Lesina Marina. Un’ordinanza che impone ai 31 condomìni costruiti lungo viale del Sole, di effettuare, entro 30 giorni ed a proprie spese, gli interventi di monitoraggio per verificare la staticità degli edifici, pena l’evacuazione degli stabili. Una presa di posizione che, come prevedibile, non trova il parere favorevole dei residenti e degli stagionali per due motivi fondamentali. La prima obbiezione riguarda i tempi di attuazione del provvedimento che cade a cavallo di ferragosto; la seconda riguarda, invece, un aspetto meramente tecnico. Secondo i carotaggi effettuati dai tecnici del Comune e della Regione, infatti, la cosiddetta "zona rossa" quella più critica si sarebbe ampliata e, dall’area che corre lungo il canale "Acquarotta", si sarebbe allargata fino al centro abitato.


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