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BARI – Offerta sanitaria in Puglia tra classifiche e lamentele

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Ottava in Italia ma prima nel Mezzogiorno per il Censis.

 

È il risultato di una indagine resa nota dal Censis sull’offerta sanitaria nelle regioni italiane. La Puglia si colloca all’ottavo posto nella graduatoria delle regioni per condizione di salute, prima fra le regioni meridionali e, co-munque, davanti a regioni come la Toscana, il Piemonte, considerate punto di riferimento per organizzazione sanitaria in Italia.
Diversamente, se prendiamo a riferimento la valutazione dell’utenza e dell’offerta dei servizi, la Puglia si colloca al diciassettesimo posto, davanti solo a Sicilia, Campania e Calabria. Punti deboli del sistema per la Puglia restano l’assistenza territoriale e l’assistenza domiciliare. Sulla valutazione del sistema di prevenzione, bisogna considerare che gli screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori delle donne e di quello del colon retto in Puglia sono stati avviati solo da alcuni anni e gli effetti benefici si manifesteranno sempre più con il passare del tempo.
“È un risultato importante quello che emerge dall’indagine Censis, specie in questo momento storico”, ha dichiarato Filippo Anelli, Segretario generale della Fimmg Puglia, “e rappresenta lo specchio di questa nostra Regione.
Da una parte premia i medici e tutto il personale sanitario che con grande professionalità suppliscono ai difetti di organizzazione del sistema sanitario regionale, riscattando l’intera classe medica messa sotto accusa dagli scandali che hanno coinvolto alcuni dirigenti medici – primari, dall’altra evidenzia le inefficienze del sistema specie nell’organizzazione dei servizi giudicati dagli utenti carenti per alcuni settori come la domiciliarità e la territorialità e scadenti sotto il profilo dell’accoglienza e dell’ospitalità alberghiera sul versante ospedaliero.
Abbiamo già espresso la preoccupazione che gli sprechi e il dilagare del malaffare”, ha continuato Anelli, “mettano in crisi la sostenibilità economica del servizio sanitario con gravi conseguenze sull’erogazione dei servizi.
L’aumento, nei prossimi anni, del numero degli anziani e conseguentemente dei malati cronici nella nostra regione, insieme al previsto avvio del federalismo, accentueranno ancor più queste difficoltà. Serve, un nuovo patto tra la “Politica”, gli operatori e i cittadini che ridia fiducia al sistema”.


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