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I musei e i centri visita del Parco nelle mani di aziende e gruppi esterni

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I musei e i centri visita del Parco nazionale del Gargano potrebbero finire nelle mani di aziende e gruppi esterni al territorio della Montagna del Sole e della Capitanata.  E’ quanto si rischia se verrà applicata una speciale normativa che prevede l’emanazione di un pubblico bando a livello europeo per la futura conduzione delle strutture realizzate dalla riserva naturale mediante l’utilizzo di Fondi PIS. Se da una parte l’attuale presidente-commissario dell’area naturale più ampia ed importante d’Italia, Giandiego Gatta, ce la sta mettendo tutta perchè i beni, le strutture e le ricchezze del territorio vengano amministrate da aziende e associazioni locali, dall’altra parte vi è l’apparato burocratico (troppo burocratico) del Parco, che a tutti i costi spinge per l’emanazione del bando e l’assegnazione di musei e centri visita a gestori che potrebbero arrivare persino dall’estero. La burocrazia, purtroppo ignora l’azione pubblicitaria e di promozione del territorio che da tempo stanno portando avanti e con enormi sacrifici le cooperative, i centri studi e le associazioni del Gargano. Tutto potrebbe essere cancellato con un colpo spugna, sempre che non si faccia un bando che dia possibilità ai locali di parteciparvi. Tra non molto, per esempio, i musei di Grotta Pagliacci a Rignano Garganico e dei dinosauri di Borgo Celano saranno ultimati. Ci si chiede a chi andrà la loro gestione, se ai gruppi che finora se ne sono occupati in maniera volontaria e gratuita, raggiungendo risultati sorprendenti, oppure ad altri. Oltre a Rignano e San Marco in Lamis sono interessati alla situazione quasi tutti i comuni della Montagna del Sole che per una volta sono chiamati a fare sistema e a non litigare, nella speranza di creare lavoro e ricchezza sul territorio.
Francesco mastropaolo


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