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Di Pietro: via Nichi. Accordo col Pd solo se c’è Boccia

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 Lo schema è praticamente fatto, mancano solo gli ultimi tasselli. Il leader Antonio Di Pietro arriva a Bari e in un’affollato hotel Sheraton elenca gli undici punti del programma con cui il suo partito si presenterà anche in Puglia. E conferma: «Stiamo lavorando sul profilo del candidato governatore e per questo io sono qui oggi».

Perchè L’Italia dei Valori, come lo stesso leader aveva annunciato alla «Gazzetta», è decisa a correre in solitudine qualora il dialogo col Pd, già difficoltoso, dovesse interrompersi. E il discrimine è uno solo: ricambio della classe dirigente e via Nichi Vendola, il governatore uscente al quale Di Pietro concede l’onestà dei comportamenti, ma non l’errore politico di aver fatto tracimare la sua giunta nel malaffare su cui sta indagando la magistratura.

Lo schema, dunque, è il seguente. Se il Pd, o meglio quella parte che sostiene Nichi alla sfida del 2010, dovesse avere la peggio (e solo l’esito congressuale di ottobre potrà dire l’ultima parola) l’Idv è pronta a dare il proprio sostegno su un nome: il deputato Francesco Boccia. Su di lui l’intesa tra D’Alema e Letta (ovvero gli sponsor della candidatura a segretario nazionale di Bersani) c’è già. Di più: su Boccia, ben visto negli ambienti moderati, potrebbe realizzarsi perfino quell’allargamento della coalizione all’Udc di Casini, sinora osteggiata dai dipietristi. Diversamente, l’Idv ha già una rosa di nomi nel cassetto ed è pronta a tirare fuori quello giusto, correndo da sola e declamando nelle piazze la necessità del ricambio e della moralità nella Regione.

Bocche cucite, ovviamente, dai colonnelli di Di Pietro, dal segretario regionale Pierfelice Zazzera, ai senatori Belisario e Caforio, all’eurodeputato Pino Arlacchi e al neo-consigliere regionale Giacomo Olivieri, ieri sul palco per l’incontro. Di certo c’è che Di Pietro ha avvisato i suoi parlamentari nelle regioni dove il centrosinistra è più diviso (in Puglia, Campania e Calabria): tenetevi pronti perché qualcuno di voi, seguito dai candidati ai consigli regionali, dovrà scendere in campo.

«Mi appello a tutta quella società civile, a tutte quelle persone per bene che non vogliono stare alla finestra a guardare, affinchè si avvicinino all’Idv. Apriremo le nostre porte – dice l’ex ministro – alle candidature di qualità». Le alleanze? «Noi da tempo abbiamo rinunciato a dire sì e a dire no alle sigle dei partiti, le mele marce le mettiamo fuori. Noi ci confrontiamo con le persone e non diamo per scontato il sostegno alle coalizioni uscenti, agli accordi sulle scatole chiuse». Certo, ironizza, deve esserci l’interlocutore e «in Puglia è davvero difficile riuscire a capire di quale Pd parliamo, se quello del malaffare o quello del cambiamento». In ogni caso, «non ci stanno bene le coalizioni arrangiaticce, il partito del meretricio lo contestiamo ed è davvero singolare che Vendola – e questo ci allontana da lui – per sfuggire al Pd dell’affarismo si voglia rifugiare nell’Udc: passa dalla padella alla brace, e noi non vogliamo essere scottati».

Applausi quando Olivieri gli regala un’icona di San Nicola. In sala il coordinamento dei movimenti e associazioni che un tempo sostenevano la «Puglia migliore» di Emiliano e Vendola. A marzo 2010 ci sarà una «primavera pugliese» molto diversa da quella di 5 anni fa.

 

 BEPI MARTELLOTTA

 

 

 


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