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Sanità, rivolta dei medici onesti

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I camici bianchi: le inchieste dimostrano che siamo merce. Da domani a Bari le audizioni della commissione parlamentare. L’altra faccia della sanità pugliese, quella che non è entrata nelle inchieste della magistratura barese, reagisce con forza alle indiscrezioni che emergono dai fascicoli giudiziari. Primari e medici di base lanciano l’allarme sulla qualità della gestione sanitaria in tutta la regione. Non solo «si pone una questione morale all’interno di una categoria massacrata», ma è stata «minata la qualità delle cure e della medicina dei prossimi anni». A recitare il mea culpa sono i medici, travolti assieme al mondo della politica e dell’imprenditoria dalle quattro inchieste della Procura di Bari. «11 quadro che sta emergendo dalle indagini è a dir poco deludente, se ci penso mi viene da piangere», ammette ad esempio il dottore Raffaele Numo, primario di Reumatologia del Policlinico di Bari, da pochi mesi in pensione. «Sì, mi viene da piangere – ripete – se penso a tuffo il tempo perso a perorare la giusta causa dei pazienti nelle stanze degli assessori. Adesso abbiamo la consapevolezza di essere stati oggetto di scambio».


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