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Carabinieri: Chiaravalloti lascia Comando Provinciale

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"Tre anni intensi, tre anni in cui siamo stati attori attivi di efferati fatti di sangue. Ma oggi posso dire, con assoluta certezza, che lascio questo Comando avvolto da un vortice di emozioni che si accavallano l’una all’altra".  E’ visibilmente commosso il colonnello Francesco Maria Chiaravallotti che quest’oggi, lascia il Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia per assumere l’incarico di Capo Ufficio Legale del Comando Operativo di Vertice Interforze. "Oggi è l’epilogo di un’esperienza splendida – ha detto Chiaravalloti. Il Comando Provinciale di Foggia si è distinto, rispetto a tutti gli altri comandi provinciali della Regione Puglia, per umanità e vicinanza della popolazione. Ma questo è tutto merito dei mille militari – ha precisato – dispiegati su tutto il territorio. Un grazie voglio rivolgerlo ai comandanti delle Compagnie e delle Stazioni, in particolar modo a questi ultimi fulcro centrale di tutta l’Arma dei Carabinieri. Parto con un pezzetto di cuore in più – ha precisato il Colonnello – sia per l’esperienza umana che per l’affetto della gente di Capitanata che ha mostrato molta vicinanza all’Arma". Pochi i rammarichi di Chiaravalloti: in primis quello di non essere riuscito a realizzare a Foggia le sedi dell’Istituto del Nastro Azzurro e dell’associazione Antiracket. "I rapporti con la magistratura sono stati eccellenti – ha continuato – mi sono trovato di fronte a colleghi di lavoro: non mi è mai mancato il sostegno delle due procure di Foggia e di Lucera. Tutto questo – ha aggiunto – è stato possibile grazie ad una fitta rete di rapporti umani". Nel corso dei saluti Chiaravalloti ha ricordato anche i momenti difficili e le emergenze che ha dovuto fronteggiare, come la ripresa della guerra di mafia a Foggia nel 2007 in cui gli omicidi venivano consumati tra la gente; le scarcerazioni, per decorrenza termini processuali, dei presunti affiliati alla faida del Gargano; e poi quel terribile incendio di due estati fa in cui vennero distrutti ettari e ettari di macchia mediterranea a Peschici. Il predominio della legalità – ha chiosato il colonnello Francesco Maria Chiaravalloti, deve, dunque, essere il motore propulsore di questa terra".


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