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Peschici/ Ammazzò il collega-rivale 15 anni al posteggiatore

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I giudici non credono alla tesi della legittima difesa.

 

Il riconoscimento dell’attenuante della provocazione ha fatto scendere la pena a 15 anni e 4 mesi per Francesco Deffi Muti, 39 anni, posteggiatore di Peschici, riconosciuto colpevole anche in appello dell’omicidio del collega-rivale Giuliano Vecera di 34 anni, ucciso a pistolettate la sera del 22 luglio 2007. Un litigio tra posteggiatori all’origine del delitto: Delli Muti che si costituì poche ore dopo ai carabinieri e venne arrestato. La sentenza è stata emessa ieri dalla corte d’assise d’appello di Bari che ha parzialmente riformato il verdetto del gup del Tribunale di Lucera che condannò Delli Muti a 18 anni e 8 mesi, al termine del giudizio abbreviato. Contro la sentenza di primo grado c’era stato il duplice appello della Procura diLucera e della difesa delpresunto assassino. ll pm contestava l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e chiedeva una pena più dura; gli avvocati Guido De Rossi e Simone Moffa portavano avanti la tesi della legittima difesa e in subordine chiedevano il riconoscimento della provocazione. Su queste basi ieri le parti processuali si sono affrontate, con lo stesso sostituto procuratore generale che ha chiesto una riduzione di pena. L’avv. Fabio Carbo ne
legale di parte civile per i familiari della vittima, ha contestato le conclusionidelpg, chiedendo una penapiù alta rispetto a quella inflitta dal gup cH Lu- cera. I difensori hanno ribadito la tesi iniziale: Delli Muti strappò l’arma a Ve- cera e fece fuoco per difendersi. Come linea subordinata, hanno sosténuto che l’imputato sparò perchè provocato. Vecerafuuccisodaunapistolettataalpetto.
I carabinieri ricostruirono quanto successo: un primo litigio, poi l’omicidio. Secondo l’accusa Delli Muti si armò e sparò al collega: l’imputato replicava d’essersi difeso, strappando l’arma alla vittima. 


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