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La Finanza indaga su Sanitaservice acquisite le carte sulle assunzioni

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Nel mirino la procedura di internalizzazione su cui l’assessore Fiore era stato ascoltato a giugno dal pm Scelsi. Le procedure per la costituzione di Sanitaservice, la controllata dell’Asl di Foggia che sta internalizzando alcuni servizi ausiliari dell’azienda sanitaria, sono finite nel mirino della finanza. Ieri i militari hanno acquisito una serie di documenti nella sede dell’Ares: l’obiettivo è, ovviamente, verificare che le assunzioni stiano rispettando tutte le disposizioni di legge.
Su Sanitaservice, che nei mesi scorsi è stata oggetto di feroci polemiche politiche, la finanza aveva già esaminato parecchio altro materiale, tra cui la relazione del collegio sindacale della Asl, che aveva espresso parere negativo («non esiste alcuna norma (..) che autorizzi l’Asl a costituire una società a responsabilità limitata»). Proprio a proposito di Sanitaservice, del resto, l’assessore Tommaso Fiore aveva risposto il 26 giugno alle domande del pm Giuseppe Scelsi: davanti ai finanzieri, Fiore aveva spiegato che la delibera sull’internalizzazione di circa 7mila lavoratori era stata adottata proprio su sua iniziativa, e che in tutta la Puglia (con l’esclusione del Policlinico di Bari) le gare d’appalto per i servizi di ausiliariato erano state congelate. Il valore delle internalizzazioni, aveva dichiarato Fiore, si aggira sui 310 milioni l’anno.
La scelta della Regione di dare avvio alle internalizzazioni è stata fortemente criticata dal centrodestra e da parte del mondo cooperativo. Tornare a svolgere in proprio alcuni servizi (ad esempio pulizie, portierato e facchinaggio) è l’obiezione più ricorrente, porterà ad un ulteriore aumento della spesa sanitaria. La Regione sostiene invece la tesi opposta: oltre a dare certezze a migliaia di lavoratori precari, l’operazione servirà anche a risparmi rispetto ai costi attuali delle attività date in appalto.


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