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Infortuni sul lavoro: il perché di tante morti bianche

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Gli incidenti in Italia.

 

Abbiamo soltanto i dati del 2008, che registrano 1120 morti (-7,2%
rispetto ai 1207 del 2007) e 874.950 infortuni (-4,2%). Per il 2009
disponiamo soltanto di stime – – l’Inail, l’istituto assicurativo che si
occupa degli infortuni sul lavoro, attende alcuni mesi prima di
certificare come avvenuto sul lavoro un decesso – che ipotizzano 815
morti. Gli invalidi del lavoro sono oltre 800 mila.

/Le cause principali delle morti bianche in Italia/
Gli incidenti stradali sono di gran lunga la prima causa di morte per
chi lavora, con 611 casi, il 54% del totale: 335 persone a causa del
loro lavoro (autotrasportatori, commessi viaggiatori, addetti alla
manutenzione stradale), 276 nel percorso tra casa e lavoro.

/I settori produttivi più interessati/
L’edilizia, con 275 morti e 101.898 infortunati denunciati, seguita dai
trasporti (145, in diminuzione del 5,2%) e dall’agricoltura (121, in
aumento del 15,2%).

L’edilizia resta il settore killer
In parte per ragioni oggettive. Ma anche perché il prevalente modello
del subappalto consente la sistematica violazione delle regole di
sicurezza che pure esistono, e che sono considerate di buon livello e
comparabili agli standard europei.

/I controlli/
Il rischio di un controllo è basso, anche per il gran numero di piccole
e piccolissime imprese. Sempre parlando di edilizia – 400 mila aziende,
di cui il 95 per cento con meno di otto dipendenti – secondo gli esperti
un’impresa corre il rischio di subire un controllo ogni 20 anni. Al Nord
in proporzione si fanno più controlli.


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