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Pugnochiuso/ Licenziati gli ultimi sette dipendenti fissi

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<Predica bene, ma razzola male>. E’ il primo, naturale, commento di uno degli unici sette dipendenti fissi del Centro vacanze di Pugnochiuso licenziati in tronco da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria e a capo del medesimo gruppo, proprietario della cittadella delle vacanze di Testa del Gargano. <Siamo spiacenti doverle comunicare – recita il testo della lettera di licenziamento recapitata all’improvviso ai sette dipendenti – che a seguito della riduzione dei periodi dell’attività stagionale ed il conseguente risultato passivo che continua a verificarsi da più anni, la sua attività lavorativa non può essere proficuamente utilizzata dall’azienda. Rilevato che – continua la nota – non è possibile reperire all’interno dell’azienda altra posizione lavorativa ove collocarla, siamo pertanto costretti a licenziarla per giustificato motivo oggettivo ai sensi di legge…>.
I dipendenti, tra dirigenti di quadro A e B e addetti a servizi minori, contestano con forza il provvedimento che da un giorno all’altro, in età non certo giovanile, li ha privati del lavoro. <Le argomentazioni del Gruppo Marcegaglia alla base del nostro licenziamento – affermano – non rispondono al vero. Si parla di riduzione di periodi di attività stagionale mentre questi sono rimasti inalterati da quando il Gruppo ha rilevato il Centro vacanze, cinque mesi erano e cinque mesi sono rimasti. Come pure non è vero che  – contestano i lavoratori – vi sia un passivo nel fatturato o nelle presenze. Anche quest’anno, come nei precedenti, gli incassi sono stati sostanzialmente identici (si parla di oltre sei milioni di euro, ndr) e le presenze si sono attestate sulle 80 mila nell’arco dei cinque mesi di attività stagionale>.
A parere dei dipendenti di quello che era, e in ogni caso rimane, il Centro vacanze per eccellenza del Gargano, nonostante le alterne vicende legate quasi sempre all’occupazione, la realtà è che <si vuole continuare a mortificare il Meridione e spiace che tutto questo venga messo in atto dal presidente di Confindustria, che parla di rilancio dell’occupazione al Sud, che chiede incentivi e protezione per i lavoratori meridionali. Un controsenso che tra l’altro è verificabile nello stesso Centro vacanze di Pugnochiuso dove sono stati effettuati, e continueranno nei prossimi mesi, importanti lavori di ristrutturazione e miglioramento con investimenti di notevole peso economico>. Tra l’altro, i dipendenti ora licenziati, non si spiegano come mai tante attività che venivano svolte regolarmente durante l’inverno a Pugnochiuso, sono state trasferite in altre aziende similari del Gruppo con sede a Roma o nel Veneto. <Amministrazione contabile e booking – affermano – erano nostre prerogative durante il periodo di chiusura stagionale, ma poi inspiegabilmente anche questo tipo di lavoro c’è stato sottratto>. I lavoratori, inoltre, non si spiegano perché il provvedimento di licenziamento sia giunto ora, in periodo di ferie annuali che per loro si protrarrà fino alla metà di gennaio. Intanto, della situazione venutasi a determinare e che di fatto trasforma Pugnochiuso in un’azienda senza dipendenti, si è parlato ieri mattina in municipio dove i sette lavoratori licenziati sono stati ricevuti dal sindaco, Ersilia Nobile, la quale ha avviato subito una richiesta di incontro con la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, con lo scopo di ricercare una soluzione alla vicenda che non riguarda i soli sette dipendenti, ma il Centro vacanze nel suo complesso che non può essere paragonato o subire la stessa sorte di un qualsiasi albergo di Vieste.

Gianni Sollitto


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