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Rischio idrogeologico: 48 Comuni pugliesi in pericolo. ‘Servono i Fas’

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Amati (sul rapporto di Legambiente): “Abbiamo stanziato 17 milioni”.

 

Puglia a rischio idrogeologico. Lo ribadiscono la protezione Civile e Legambiente nel dossier “Ecosistema rischio 2009” presentato a Bari e a Roma sul rischio idrogeologico e sulle attività di prevenzione in Italia. La Puglia risulta essere terza regione per la presenza di strutture in aree a rischio idrogeologico dopo Sicilia e Toscana. Nella nostra regione 48 comuni a rischio (la maggior parte nel Foggiano). Canosa, Sant’Agata e Casalnuovo Monterotaro hanno avviato interventi di delocalizzazione di fabbricati industriali e abitazioni presenti nelle aree a rischio.

Appena il 12% dei comuni pugliesi intervistati svolge un lavoro positivo di mitigazione del rischio idrogeologico: raggiungono la sufficienza solo Chieuti e Roseto Valfortore in provincia di Foggia. Il 76% dei comuni pugliesi monitorati ha un piano d’emergenza e il 65% lo ha aggiornato. Inoltre, nell’88% dei comuni pugliesi sono presenti abitazioni in aree a rischio idrogeologico, nel 53% interi quartieri, nel 71% fabbricati industriali e nel 35% strutture ricettive.

Il 65% dei comuni ha previsto nei propri piani urbanistici vincoli all’edificazione nelle zone esposte a maggior pericolo mentre il 100% dei comuni ha realizzato opere di messa in sicurezza del territorio. Migliore è la situazione per quanto riguarda l’organizzazione del sistema locale di protezione civile, fondamentale per salvare la popolazione ad evento già in corso. Il 76% dei comuni si è dotato di un piano di emergenza e il 65% lo ha aggiornato negli ultimi due anni.

Solo nel 12% dei casi sono informazione rivolte alla popolazione e il 59% dei comuni dispone di una struttura di protezione civile operativa h24. Rientrano nella classe di merito di insufficienza i comuni di: Canosa, Lucera, Rocchetta Sant’Antonio, Mesagne, Candela, Biccari, Celenza, Valfortore, Castelluccio Valmaggiore, Pietramontecorvino, Sant’Agata, Castelnuovo della Daunia, Casalnuovo Monterotaro, Spinazzola, Celle di San Vito, Deliceto.

Le amministrazioni comunali pugliesi che hanno risposto in maniera completa al questionario di ‘Ecosistema Rischio 2009’ sono 19 (il 40% del totale). I dati relativi a Peschici e Poggiorsini sono stati trattati separatamente, poiché gli uffici comunali competenti hanno dichiarato di non avere strutture in aree a rischio.

Quindi i dati si riferiscono a 17 comuni pugliesi. Fabiano Amati, assessore alle Opere pubbliche della Regione Puglia ha detto: “Non è stato approvato il Fas da 100 mln di euro che abbiamo richiesto. Le risorse ci sono: abbiamo stanziato 17 milioni di euro con le Autorità di Bacino per ridurre i rischi. L’investimento prioritario va fatto sulla difesa del suolo. Abbiamo la necessità di svelare gli inadempimenti e di formare i comuni.

Ho l’impressione che facciamo come Elia: attribuiamo tutto quello che accade a Dio. In realtà non è così quello che accade dipende dalla mano dell’uomo”. “I dati confermano, ha evidenziato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, come tanta strada sia ancora necessario percorrere per una piena sicurezza della popolazione da frane e alluvioni, visto il ritardo con cui troppe amministrazioni locali avviano interventi mirati ad attività di prevenzione e pianificazione del territorio. La situazione è aggravata dagli effetti dei mutamenti climatici”.
 


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