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Ischitella/ Eolico a mare il Comune riveda subito la sua posizione

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Cresce il fronte del “no” alla realizzazione di un parco eolico a mare, progetto deliberato, a maggioranza, dal consiglio. Dopo la mobilitazione delle associazioni garganiche anche da parte del partito democratico è forte il dissenso.  Viene contestato il metodo adottato dall’amministrazione comunale perchè “per tali scelte – viene spiegato – che riguardano aspetti importanti, quali paesaggio e ambiente, è indispensabile che venga interessata e informata tutta la popolazione. Invece – viene ricordato – l’atto deliberativo è stato adottato, in pieno periodo feriale. L’interessamento deve allargarsi alla totalità del territorio garganico, coinvolgendo tutti gli enti presenti: dai Comuni alla Comunità Montana, al Parco Nazionale del Gargano”. Il progetto del parco eolico non solo – a parere del Pd – non è sostenibile, ma va contro la stessa vocazione del nostro territorio. Le conseguenze sarebbero rilevantissime sul piano ambientale, paesaggistico, economico e sociale; non solo, l’impatto ambientale avrebbe ripercussioni sull’ecosistema dei nostri luoghi, caratterizzati anche dalla presenza della Laguna di Varano, tutti inseriti nell’area protetta del parco nazionale del Gargano, a due passi dal parco marino delle Isole Tremiti. Elementi oggettivi dovrebbero sconsigliare gli amministratori ad insistere se solo si valutassero – viene spiegato – il grosso movimento di sabbia che si renderà necessario per i lavori di fissaggio in mare delle pale eoliche, e a tutto quello che potrà accadere successivamente alla realizzazione di un’opera così imponente in riferimento a correnti e maree. Non solo, ma tale opera comporta anche l’impatto con i fenomeni migratori dell’avifauna; una delle rotte migratorie più importanti passa proprio sul sito in questione. Infine, senza dimenticare l’impatto paesaggistico e visivo che offrirebbe tale parco eolico composto da ottanta pale alte oltre ottanta metri a meno di otto km. dalla spiaggia di Foce Varano. Infine, il Gargano e la sua costa hanno come fonti principali di attività economica il turismo e la pesca che tale opera non tiene in nessun conto, anzi le declassa e le svilisce. Anche dal punto di vista economico, il corrispettivo non ripagherebbe il danno che subirebbe il territorio. Infatti, nelle casse del Comune- per il Pd – entrerebbero trecentomila euro l’anno, somma che corrisponde allo 0,4% di quanto la “Seva”, la società svizzera interessata alla realizzazione dell’impianto, guadagnerebbe perla vendita dell’energia settantacinque milioni di euro l’anno.
Franco Mastropaolo


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