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Vieste/ Traffico di stupefacenti ricercato Angelo Notaralgelo

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Svanito nel nulla, Notarangelo si trovava a Milano per acquistare droga. E’ scomparso nel nulla.

 

Si stringe il cerchio intorno ad Angelo Notarangelo, sfuggito ai carabinieri del Ros nell’ambito della maxioperazione che ha portato all’arresto, su tutto il territorio italiano, di 57 persone e al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti. Notarangelo si trovava a Milano, dove sarebbe solito rifornirsi di droga da spacciare poi nella zona del Gargano. Poche ore prima del blitz, tuttavia, è scomparso nel nulla. In meno di 24 ore, ad ogni modo, gli inquirenti sono riusciti a battere le piste che porterebbero al nascondiglio di Notarangelo. L’altro viestano coinvolto nell’inchiesta dei carabinieri è Aldo Abbate, finito in manette, personaggio, secondo gli inquirenti, di secondo piano nell’ambito della geografia malavitosa garganica.
Angelo Notarangelo, viceversa, è ritenuto dagli investigatori un nome di primo piano della criminalità organizzata della Capitanata. Nella sua fedina penale si leggono precedenti per reati contro il patrimonio (ricettazione ed estorsione), detenzione e porto abusivo di armi da fuoco. Ma la sua «fama» si deve soprattutto alla sua contiguità al clan Libergolis, che domina il Gargano con la sua regola mafiosa ormai da decenni.
Il suo nome compare in due distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite rispettivamente della Sezione anticrimine dei carabinieri di Ancona e della compagnia dei carabinieri di Vico del Gargano nell’ambito delle inchieste ribattezzate “Reclaim” e “Jo Pub” sul traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Ma il nome di Angelo Notarangelo compare anche in un’altra vicenda giudiziaria relativa al periodo di latitanza del boss Franco Romito. 


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