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Grotta di Zazzano: identificati i resti umani trovati tra agosto e settembre

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Si tratta di Michele e Matteo Russo e di Giuseppe Ventrella.

 

Sono stati identificati i tre corpi recuperati tra l’agosto e il settembre dello scorso anno all’interno della grava di Zazzano, nelle campagne di San Marco in Lamis, nota come il cimitero della faida. Si tratta di Michele e Matteo Russo, padre e figlio, vittime della lupara bianca il 2 novembre 2001 in località San Giovanni in Piano, agro di Apricena e di Giuseppe Ventrella, scomparso nel gennaio 1991 presso la Stazione Carabinieri di Apricena.
Nell’agosto 2009, alcuni operai e speleologi che stavano effettuando un’opera di bonifica, finanziata dalla Regione Puglia, presso una cavità carsica nell’agro di San Marco in Lamis, denunciarono di aver trovato resti umani all’interno della grotta. In particolare, nel rimuovere alcune carcasse di auto, trovavano una cassa toracica avvolta da una maglietta da uomo intrisa di fango; in aggiunta parte di polsi e mani legate con un laccio di colore rosso, nonché due femori. Ancora, nel continuare le operazioni, in altra autovettura, si individuavano ossa riconducibili a braccia ed infine una mandibola.  
Dopo aver sequestrato la cavità carsica gli investigatori hanno recuperato tutti i resti umani, appartenenti a quattro corpi,  iniziando le analisi per identificare le generalità delle vittime, conclusi nei giorni scorsi.  I corpi dei Russo erano stati posti all’interno di un sacco con le mani legate da una corda, probabilmente “incaprettati”. Inoltre sul corpo di Michele Russo è stata rintracciata un’ogiva calibro 38 ed un pallettone di cartuccia calibro 12 caricata a pallettoni 3×3 mentre il terzo cadavere è stato trovato alcune carcasse di auto: le ossa staccate ma comunque vicino tra loro.
Nel completare le opere di bonifica erano state recuperate anche diverse carcasse di auto, ma tra queste particolare rilevanza ha un Alfa Romeo 164, targata FG 460709, che da accertamenti è risultata esser intestata proprio a Giuseppe Ventrella: una delle tre vittime.


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