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“Nelle ASL solo per concorsi doccia fredda per 7000”

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Niente corsia preferenziale per le internalizzazioni della sanità: le assunzioni nelle nuove società inhouse delle Asl «devono rispettare le procedure selettive concorsuali».  È quanto prevedono le nuove linee guida approvate dalla giunta regionale mercoledì 31, a 48 ore dalla chiusura delle urne: e per i 6-7mlla lavoratori pugliesi che aspettano di essere assunti il percorso potrebbe diventare decisamente più difficile, anche se l’assessore Fiore garantisce che la «novità» si applica soltanto alle nuove gare e non agli appalti già in corso. In ballo c’è il futuro del personale che oggi lavora negli ospedali alle dipendenze delle cooperative e dei privati, occupandosi di ausilariato, pulizie, 118, ma anche di ristorazione e informatica, per un costo annuo a carico delle aziende sanitarie di 310 milioni. Nella legge Omnibus è stata inserita una norma («clausola sociale») che, nel caso di servizi già assegnati, consente di far transitare il personale direttamente dal privato al pubblico. La clausola resta operativa: «l’unica novità della nuova delibera – spiega Fiore – sta nel percorso di nomina degli amministratori delle società in-house».
Le linee guida impongono di effettuare i concorsi: «Non possono più essere effettuate assunzioni intuito persone (forse intuitu person, ndr), ma devono essere rispettati i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità». La questione non è nuova: l’obbligo di fare i concorsi era stato segnalato alla Regione pure dal capo di gabinetto Brunetta. E, all’atto pratico, la strada si complica. Per almeno due motivi. Primo: organizzare concorsi di quelle dimensioni (che non potranno essere «riservati», in quanto proibito dalla legge) rischia di portare via anni. Secondo (e ben più grave): i partecipanti devono possedere i requisiti per l’accesso all’impiego nella pubblica amministrazione, quindi (come minimo) il titolo di studio di scuola dell’obbligo.


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