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Regione/ Per la nuova Giunta Vendola punta al guru della green economy

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Da lunedì, con il ritorno del presidente Nichi Vendola, si apre formalmente la fase della cosiddetta «sintesi». È molto probabile che la designazione degli incarichi di giunta non emerga dalla discussione di un tavolo aperto a tutti i partiti del centrosinistra.
Piuttosto pare che Vendola abbia intenzione di riproporre lo schema seguito nel rimpasto dell’estate scorsa ovvero incontri bilaterali con i referenti delle principali famiglie politiche, ma anche coi rappresentanti della cosiddetta società civile e delle «Fabbriche di Nichi», che costituiscono il nuovo modello dell’impe gno politico suscitato spontaneamente dai territori, nei quali i partiti tradizionali stentano a ritrovare il radicamento.

In queste ore si è scatenata una sorta di caccia al nome «eccellente», di profilo sovraregionale, sul quale pare il presidente abbia le idee molto chiare. Tutta l’azione del governo Vendola-bis, a quanto se ne sa, sarà indirizzata non già più soltanto al consolidamento di un modello di crescita (sociale, civile, economica e politica) definito laboratorio Puglia, ma alla creazione di linee di azione utili a generare una politica per il Sud.

Dalla Puglia si intende far partire sin d’oggi la sfida al berlusconismo e alla straripante influenza della Lega Nord sulle scelte del governo nazionale. Il processo dovrebbe toccare l’apice nel 2013, alle prossime elezioni politiche, con Vendola che, come paladino del Sud, giocherebbe le sue carte per l’investitura alla leadership del centrosinistra prima e al governo dell’Italia poi. Personalità politiche di profilo nazionale o addirittura internazionale nella nuova giunta Vendola non sarebbero che l’evoluzione naturale di un quadro politico nel quale la Puglia reciterebbe un ruolo di stella polare e insieme di traino per la riscossa delle forze alternative all’attuale quadro di governo.

Ecco allora le ipotesi Emma Bonino (sponsorizzata, pare, direttamente dal segretario Ds, Pier Luigi Bersani) e Livia Turco, ex ministro con Prodi, che però pare abbia cortesemente già risposto di no. Il nome nuovo, se confermato, avrebbe del sensazionale. L’idea sarebbe quella di «agganciare » Daniel Cohn Bendit, leader grazie al quale, alle ultime elezioni europee, gli ecologisti francesi hanno ottenuto il risultato migliore di sempre (16,8%), diventando il terzo partito subito dietro i Socialisti. Uno dei principali ispiratori del «‘68», ora convinto assertore del cambio di passo degli ambientalisti in una logica non più ostile alle politiche liberali nell’era della crisi economica globale, Cohn Bendit incarnerebbe ai massimi livelli il passaggio a quella green economy (energie rinnovabili e innovazione tecnologica per lo sfruttamento di sole, vento e altre fonti naturali), che costituisce uno dei pilastri della proposta di governo con la quale Vendola ha rivinto le elezioni. Il governatore e l’europarlamentare si sarebbero incontrati recentemente a Portici.

GIUSEPPE ARMENISE


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