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Vico/ Marchio di qualità al borgo più bello d’Italia

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Il 12 luglio a Bari il sigillo.

 

Dal presidente della regione, Nichi Vendola, il prossimo 12 luglio, i sindaci dei comuni pugliesi cui l’Anci ha riconosciuto il marchio di qualità urbanistico-ambientale e turistico de “I borghi più belli d’Italia’. Per la Capitanata sono cinque, per il Gargano soltanto Vico. L’incontro si terrà a Bari, e saranno presenti i rappresentanti istituzionali dei comuni di Alberona, Bovino, Cisternino, Locorotondo, Otranto, Pietramontecorvono, Roseto Valfortore, Specchia e Vico del Gargano;
ci sarà anche il presidente del club, Fiorello Primi. Al presidente Vendola, chiederanno che
la Puglia, come altre regioni italiane, si doti di una legge che aiuti i comuni virtuosi a elevare i loro
standard qualitativi con buone prassi ambientali, urbanistiche e 4 sociali. Il club de “I Borghi più belli d’Italia è nato nel marzo 2001 su impulso della consulta del turismo dell’associazione dei comuni italiani. In tutta la Penisola, sono 198 i comuni che l’Anci ha ritenuto adeguati agli standard di qualità richiesti per l’ingresso nel club. La Puglia, con nove “Borghi più belli d’Italia”, detiene il primato per il Mezzogiorno. Quella di Foggia, con cinque comuni entrati in questo speciale network, è giudicata tra le province più belle d’Italia. Per essere ammessi occorre corrispondere a una serie di requisiti di carattere strutturale, come l’armonia architettonica del tessuto urbano e la qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato, e di carattere generale che attengono alla vivibilità del borgo in termini di attività e di servizi al cittadino. Occorre inoltre impegnarsi per migliorare continuamente tali requisiti poichè l’ingresso nel Club non ne garantisce la permanenza se non viene riscontrata una volontà, attraverso azioni concrete, di accrescerne le qualità. “Per questo il nostro Club – spiega il presidente Fiorello Primino non è stato creato per effettuare una mera operazione di promozione turistica integrata, piuttosto si prefigge di garantire attraverso il recupero e la valorizzazione, il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto”. Collegato a tutto ciò, è stato fatto con il “Progetto Hospitis” che, come spiegò l’assessore regionale all’assetto del territorio — urbanistica, edilizia residenziale pubblica, Angela Barbanente, vuole creare quella cultura dell’ospitalità riqualificando il patrimonio edilizio.

Franco Mastropaolo
 


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