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«UNA COALIZIONE COMPATTA SU CLEMENTE? ADESSO DIPENDE DA LUI MA ANCHE DA NOI»

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Intervista ad Aldo Ragni (PD)

Tutti si chiedono con quante liste questa volta il centrosinistra si presenterà alle amministrative del prossimo anno…
«Con un’unica lista. Non c’è dubbio. Non commetteremo nuovamente l’errore di regalare l’amministrazione comunale ad Ersilia Nobile. Vieste non se lo merita».
Visti i precedenti qualche dubbio è più che lecito. Il dibattito che si è avviato tra i partiti del centrosinistra non sembra presagire nulla di buono.
«E’ vero, ma è anche normale che all’inizio vi sia un po’ di tattica».

Anche la candidatura di Mauro Clemente rientra nella tattica?
«Clemente è il candidato che il PD propone alla coalizione. Nessuna tattica. Sinistra Ecologia Libertà ha riconosciuto al PD il candidato sindaco e ci ha chiesto un nome. Forse qualcuno pensava di spaccarci invece all’unanimità abbiamo accolto positivamente la disponibilità di Clemente».
Ma Antonio Giuffreda di SEL ed i Socialisti si sono detti contrari.
«Non è vero. Giuffreda si è detto contrariato per il comunicato stampa col quale abbiamo annunciato la candidatura di Clemente prima dell’incontro tra i partiti».
Non sapevate che sul nome di Clemente ci sarebbe stata la contrarietà di Giuffreda. Non vi è sembrata una provocazione?
«Io penso che chi come Giuffreda (o Marinelli, io, Gimma ed altri) è stato protagonista della spaccatura nel 2006 non si possa proprio permettere il lusso di creare problemi alla coalizione anzi, debba lavorare più di altri ad una sintesi per fare in modo che il centrosinistra si presenti compatto alle prossime elezioni». 
Quindi è Antonio Giuffreda a creare problemi?
«Non dico questo, ma con i rancori personali non si va da nessuna parte. Personalizzare la vicenda politica sarebbe un errore clamoroso. Anch’io per scelte che sono state fatte al congresso del mio partito potrei avere motivi per dire no a Clemente. Ma o continuiamo a farci la guerra tra di noi o ci mettiamo a lavorare per portare il centrosinistra al governo di questa città. Io ho scelto la seconda strada».
Eppure Antonio Giuffreda chiede solo un candidato condiviso…
«La condivisione non può nascere da giudizi personali ma solo da valutazioni politiche. Nessuno dice o Clemente o niente. Clemente si è messo a disposizione della coalizione. Io chiedo solo di dare a Clemente il tempo di dimostrare che attorno a lui si può costruire una lista competitiva. Diamoci un tempo e alla fine di questo percorso facciamo pure le nostre valutazioni. Un no oggi sarebbe interpretabile solo come un pregiudizio personale. Invece le valutazioni devono essere politiche altrimenti andiamocene tutti a casa».
E se Antonio Giuffreda si proponesse per le primarie?
«Non credo che Giuffreda voglia proporsi nuovamente. E comunque abbiamo votato alle regionali poche settimane fa. Giuffreda ha preso 700 voti; io 900. Pensiamo piuttosto a costruire una lista competitiva e facciamolo in fretta visto che non abbiamo molto tempo a disposizione».
Perché non si propone come sindaco?
«Perché non rientra nelle mie aspirazioni. Mi piace fare altro».
Problemi nel centrosinistra ma anche a destra le acque non sono tranquille: Dirodi ha appena lasciato il PDL e la maggioranza…
«Non mi ha meravigliato. Ho detto in consiglio comunale che per certi aspetti la decisione di Gino mi pare anche tardiva. Gino è una persona seria e perbene. Ha avuto il coraggio di fare ciò che molti altri pensano all’interno della maggioranza. E’ obiettivamente difficile difendere l’operato di questa amministrazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti».
Vede un collegamento tra la decisione di Dirodi ed il movimento che sembra stia mettendo in piedi Mimì Spina Diana?
«Sicuramente dimostrano che qualcosa nel PDL e nella maggioranza non funziona. C’è una rottura politica nel PDL; non so dire oggi se quella rottura diventerà anche elettorale. L’unica cosa che mi auguro è che resti una rottura nel centrodestra e che non vi sia qualche genietto nel centrosinistra che faccia diventare una rottura a destra in una sorta di terza via…».
Si riferisce a qualcuno in particolare?
«No, ma nel nostro campo i professionisti della distruzione sono sempre in agguato».
Sull’operato dell’amministrazione esprimete un giudizio negativo ma anche dell’opposizione non si dice un gran bene. Non siete stati abbastanza incisivi?
«La novità rilevante di questi ultimi cinque anni è che è tornata l’opposizione in consiglio comunale. Non c’è un solo consiglio comunale in cui l’amministrazione non abbia avuto problemi. L’opposizione in consiglio è stata di buon livello sotto il profilo della preparazione e conoscenza degli argomenti. Certo c’è stata una difficoltà reale. Noi ci siamo dovuti confrontare non solo con un’amministrazione sorda ed arrogante. Ma, cosa ancor più grave, che non aveva una visione per questa città. È evidente che con un’amministrazione di qualità così bassa anche la qualità dell’opposizione ne risente. Tanto più l’amministrazione è forte tanto più è stimolata l’opposizione. Purtroppo non è il caso di Vieste».
Se attorno alla candidatura di Clemente non si riesce a costruire una coalizione compatta il PD cosa farà?
«Intanto cosa stiamo facendo. Abbiamo dato a Clemente tutto il nostro sostegno per fare in modo che si possa costruire una coalizione compatta. Adesso dipende da lui ma anche da noi. Sono sicuro che ce la faremo».


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