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Bari/ Turismo, quando le stelle degli hotel sono una bufala

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Si possono pagare 400 euro per un bed and breakfast che alla fine si rivela una «sola»? E ancora: può una masseria spacciarsi per resort di lusso e poi non garantire la presenza del portiere alle 10 di sera?  Qualcuno direbbe che il rimedio arriva troppo tardi, ma l’importante è iniziare. La Provincia di Bari ha deciso di avviare l’operazione trasparenza sugli hotel con particolare attenzione alle «stelle» attribuite a una struttura ricettiva. Il dubbio, purtroppo fondato, è che all’interno del sistema turistico ricettivo ci sia qualcuno (forse più d’uno) che abusi di un titolo che probabilmente non merita. Nell’era di Internet dove è possibile far apparire ciò che non è, può accadere che il nostro territorio non offra un buon biglietto da visita a chi si fida di una categoria di comfort.

Di esempi se ne potrebbero contare diversi, ma i più comuni riguardano taluni servizi che sono annunciati ( e poi si scopre non esistere) o, peggio, non garantiti nonostante il livello di «qualità» lo debba prevedere. E’ il caso dell’aria condizionata, della tv o del frigo bar e così via.

Per porre fine a questa deregulation, probabilmente alimentata da un’assenza di controlli adeguati, il vicepresidente della Provincia di Bari, nonchè assessore al turismo, Nuccio Altieri, ha deciso di avviare a partire dai prossimi giorni una campagna di monitoraggio e controlli sui vari hotel della Provincia, eseguendo sopralluoghi sia con i consiglieri provinciali della commissione turismo sia con la polizia provinciale.

Un’operazione di prevenzione, ma al tempo stesso di repressione: oltre alla multe, quegli esercizi che non risponderanno ai requisiti qualitativi previsti dalla «stelle» assegnate, saranno declassati e inseriti in una black list che verrà pubblicata sul sito dell’amministrazione provinciale. E così dalle stesse, qualcuno rischierà di passare alle… stalle.


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