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Cagnano Varano/ Vongole, continua la guerra coop e pescatori contro la Solemar

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Sempre più complessa e articolata la questione legata alla pesca delle vongole nello specchio d’acqua della laguna di Varano. Un braccio di ferro che va avanti da decenni e che non riesce a trovare una sua soluzione. Troppi gli interessi che gravitano attorno alla pesca delle vongole, un business che, negli ultimi anni, ha fatto crescere appetiti contrapposti.

Da una parte la società Solemar di Cagnano Varano, dall’altra i pescatori di Ischitella e la cooperativa “Maria”. Documenti su documenti, una vera e propria montagna di carta bollata e pronunce dei tribunali amministrativi che, solo in parte, hanno fatto chiarezza sull’intricata questione legata ai diritti di pesca nel lago. Il presidente della Solemar Giancarlo Strizzi, non ci sta a fare la vittima sacrificale di quello che ritiene sia un vero e proprio linciaggio morale da parte di quanti stanno usando il grimaldello nel tentativo di scardinare, agli occhi dell’opinione pubblica, fiducia e credibilità. Non reggono, a suo parere, le accuse che gli vengono rivolte a proposito di diritti acquisiti e di area lagunare di competenza. Documenti alla mano, respinge la lettura data in merito all’ultima sentenza del Tar Puglia che non è assolutamente entrato nel merito dei diritti acquisiti dalla Solemar, bensì di un contenzioso con la cooperativa “Marica” riguardante appena una cinquantina di ettari di specchio d’acqua su ben duemila.
L’altra questione cogente: la concessione che la Solemar ha stipulato con gli eredi Sansone, molti anni fa, grazie alla quale può esercitare l’attività dì pesca su una parte del lago ricadente in territorio di Ischitella. La laguna di Varano è divisa, per competenze, tra i Comuni confinanti: Ischitella, appunto, Cagnano Varano e, per un minima parte, Carpino. Il contenzioso tra Solemar, pescatori di Ischitella e cooperativa Manca, riguarda, esclusivamente, gli ettari di laguna in territorio ischitellano. Il presidente Strizzi assicura di non aver mai chiuso la porta a nessuno, tant’è che, in più occasioni, ha garantito la piena disponibilità a qualsiasi forma di collaborazione, non solo, ma non ha mai imposto i suoi diritti sullo specchio lagunare impedendo di esercitare l’attività ai pescatori, quindi, mai fissati paletti. Altro punto d’attrito: l’uso da parte della Solemar dell’idrorasca denominata “Iside I”, pari a 9,87 tonnellate di stazza, che per gli operatori di Ischitella non sarebbe consentito, posizione che viene fortemente contestata da Strizzi che, documenti alla mano, dimostra esattamente i contrario. Al profilo che viene tracciato di uno Strizzi “senza regole”, l’interessato rimanda al mittente le accuse, ricordando di aver, con proprie risorse finanziarie, provveduto ad immettere nel lago semi acquistati in Inghilterra e che, oggi, stanno dando i risultati auspicati: un pescato sempre più abbondante e di qualità.
Franco Mastropaolo

 

 

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