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Centri storici come hotel. La Puglia «contagiata» dall’albergo diffuso

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È il turismo della porta accanto, qualcosa che rinneghi il servizio rigoroso ma necessariamente distaccato di un albergo di stampo classico. Un tempo, quando l’agriturismo aveva la sua valenza sociale, nelle campagne si andava non solo per godere del paesaggio e della buona cucina, ma anche per condividere i tempi e la cultura contadina, magari sporcandosi anche le mani insieme ai fattori. L’albergo diffuso parte dalla stessa prerogativa: la stanza d’albergo è una casa e i vicini di casa sono gli abitanti del paese che ospita questa casa e con i residenti del paese, in un albergo diffuso si condivide almeno parte della quotidianità. Con l’albergo diffuso, la Puglia cerca una nuova sponda per far crescere un settore, quello turistico, che da due anni a questa parte è diventato una delle eccellenze (insieme all’innovazione tecnologica e alle energie alternative) in un panorama che invece, altrove in Italia, soffre visibilmente la crisi economica. Probabilmente si tratta di una nicchia, riservata a quei viaggiatori impenitenti che in una vacanza cercano non solo il comfort e i paesaggi di celluloide, tutti uguali, ma il gusto della scoperta. Non solo, nell’idea che da poco più di un anno sta portando avanti l’assessore all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, l’albergo diffuso è una grande occasione, una cartolina vivente, per promuovere il territorio meno conosciuto della Puglia e rivalutare antichi borghi, riqualificando i centri storici di abitati che, arroccati sul Sub appenino dauno o nella Murgia profonda, rischiano di essere abbandonati per problemi di lontananza dai grandi centri, per denatalità, per mancanza di un tessuto produttivo a carattere industriale.

All’albergo diffuso è legato il progetto sperimentale, voluto dalla stessa Barbanente, chiamato «Hospitis», che ha finora coinvolto ben 20 paesi (Accadia, Ascoli Satriano, Bovino, Orsara di Puglia, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore, Vico del Gargano in provincia di Foggia, Alessano, Botrugno, Corigliano d’Otranto, Melpignano, Poggiardo e San Cassiano in provincia di Lecce, Cassano delle Murge in provincia di Bari, Minervino Murge in provincia di Bat, Cisternino, Oria e Villa Castelli in provincia di Brindisi, Montemesola e Palagianello in provincia di Taranto). E da qualche giorno il Partito democratico (primo firmatario il capogruppo alla Regione, Antonio Decaro) ha depositato un disegno di legge per regolamentare il settore e cercare di aprire, in vista della stagione 2011, una nuova finestra sul balcone turistico di Puglia.

GIUSEPPE ARMENISE


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