The news is by your side.

Gargano, fine estate nell’anti-Salento

78

Dal borgo di Peschici arroccato sul mare alla costa disseminata di trabucchi. Dai faraglioni di Mattinata ai vicoletti di Vieste. Tra spiagge, torri saracene e scogliere punteggiate di pini d’Aleppo, ecco gli itinerari per esplorare lo sperone d’Italia. Per chi fa le vacanze a settembre

Nell’estate d’oro della Puglia, oltre al Salento dove risuonano ancora le note di pizzica e taranta, c’è un’altra meta che non smette di incantare con la sua natura selvaggia, le sue calette nascoste e i suoi bianchi borghi incastonati nella roccia. È il Gargano, lo sperone d’Italia, che si protende nel mare Adriatico con le sue candide scogliere punteggiate di pini di Aleppo. Percorrendo le strade che seguono la costa, curva dopo curva, si scopre un paesaggio vario, dove foresta e mare cristallino vivono fianco a fianco. Un itinerario che si apprezza soprattutto a fine estate, quando la folla si dirada e le baie più piccole diventano paradisi per pochi intimi.

NEI VICOLI DI PESCHICI
Prima tappa, Peschici, che fa capolino dalle curve con il suo borgo arroccato sul mare. Un presepe di pescatori su cui svetta il piccolo castello costruito dai normanni. La torre cilindrica – fatta edificare da Federico II e chiamata per questo Torre Imperiale – annuncia l’ingresso nel centro storico. Un susseguirsi di vicoli lastricati di ciottoli: nelle sere d’estate è facile sentire le note di una chitarra e di un karaoke improvvisato con un bicchiere di moscato locale in mano. Fra i vicoli si aprono le porte dei negozietti di artigianato: tipiche di questa terra sono le "pupe" di terracotta dei fratelli Frammichele, rievocazione di un’antica tradizione che vedeva il promesso sposo regalare queste "bambole dell’amore" alla fidanzata. Una sorta di anello di diamanti dei pescatori.

Per sentire i sapori del mare e del Gargano, rielaborati con creatività, basta affidarsi a Domenico Cilenti, un giovane chef che con il suo Porta di Basso è diventato un punto di riferimento della cucina locale. Per chi è alla ricerca di un approdo sicuro, il posto più giusto è il Marina di Rodi Garganico. È il nuovo porto turistico, la vera novità dell’estate 2010. Oltre 300 posti barca e una struttura all’avanguardia, con l’intenzione di essere non solo un luogo per l’attracco, ma un "salotto sul mare", con il borgo di Rodi sullo sfondo.

LA COSTA DEI TRABUCCHI
Sulla litoranea che da Vieste porta a Peschici, c’è un posto che è rimasto nella storia del Gargano come "spiaggia degli hippie". Basta affrontare la ripida discesa sugli scalini scavati nella roccia per arrivare alla Spiaggia Zaiana e trovarsi in un’atmosfera da Woodstock in salsa garganica, specialmente nelle sere d’estate in cui si concentrano le feste che attirano ragazzi da tutta Italia. L’ideale è fare un bagno nel tardo pomeriggio e aspettare il tramonto, quando il sole sparisce nel mare. Uno spettacolo da godere dalla spiaggia, oppure dal vicino trabucco di San Nicola (una struttura in legno protesa sul mare e utilizzata per la pesca): qui i colori del tramonto si coniugano con il fascino d’altri tempi di questo grosso ragno di legno che spinge le sue lunghe zampe verso il mare, dal quale i pescatori traggono ancora la loro ricchezza. Ancora in attività, il trabucco di San Nicola è anche un ristorante, che serve tutto quello che si pesca con questo metodo antico. Il profilo del trabucco di Punta Lunga, invece, si contende l’orizzonte con le vele dei windsurf e dei kytesurf. È la punta estrema di una immensa spiaggia molto amata dagli sportivi perché il vento non manca mai.

SENTIERI NELLA FORESTA UMBRA
Bastano pochi chilometri per cambiare completamente paesaggio. Sulla strada per Vico Garganico si trova uno dei punti di accesso al Parco Nazionale del Gargano. È la Foresta Umbra, un polmone verde da oltre 10mila ettari. Dal centro naturalistico, con il vicino museo, partono decine di sentieri, più o meno impegnativi, per chi ama il trekking nei boschi e i pic-nic nella natura. Magari, per concludere in bellezza, si può arrivare a Vico del Gargano, sia per dare un’occhiata al borgo antico, sia per concedersi un dolce da Pizzicato (via Risorgimento 14, tel. 0884.991245) la più nota pasticceria del Gargano. Molte delle sue specialità sono realizzate con gli agrumi locali, come l’arancia bionda del Gargano e il limone Femminello, che hanno recentemente ottenuto il marchio di garanzia Igp (Indicazione Geografica Protetta).

A VIESTE, TRA SIRENE E PIRATI
Seguendo le onde, con lo sguardo si arriva a Vieste. Il lungomare di San Lorenzo accoglie il visitatore, accompagnandolo con le luci del faro sull’isola di Sant’Eufemia. Il campanile della cattedrale svetta sul profilo di Vieste Vecchia, che ogni sera si anima di turisti che passeggiano fra vicoli e negozietti. Una roccia in mezzo alle stradine colpisce per la sua tragica storia: è la Chianca Amara, la pietra su cui il pirata Draguth Rais – alle dipendenze di Solimano il Magnifico – decapitò decine di viestani durante una scorreria avvenuta nel 1554. Sulla punta estrema del borgo antico si staglia la chiesa di San Francesco, che guarda da un lato la piazza di Marina Piccola, dall’altro la spiaggia del Castello. Questo lungo tratto di costa prende il nome dalla roccaforte aragonese che sorveglia il mare dall’alto.

Ai suoi piedi, il Pizzomunno, un monolite di roccia che racconta una favola antica: qui si spande l’eco delle sirene, che per gelosia trascinarono negli abissi la bella Cristalda, innamorata di Pizzomunno. Lui, impietrito dal dolore, si è tramutato in roccia. Oggi questo scoglio è il simbolo di Vieste e del Gargano. La leggenda vuole che ogni cento anni la bella Cristalda ritorni dagli abissi per raggiungere il suo Pizzomunno e rivivere il loro antico amore per una notte.

SULLA STRADA DELLE TORRI SARACENE
Dal porto di Vieste, oltre agli aliscafi per le Tremiti, partono anche le barche che ogni giorno solcano le onde per mostrare grotte scenografiche e calette altrimenti irraggiungibili. Il percorso costeggia il tratto di mare che da Vieste porta a Mattinata, dove, sulle punte più panoramiche, spiccano le torri saracene. Costruite intorno al Cinquecento su iniziativa del Regno di Napoli, servivano per proteggere la costa adriatica dalle incursioni dei turchi. Si distinguono per la loro pianta quadrangolare e, all’interno, si presentano come camere con vista sul mare, collocate a distanza regolare per poter dare l’allarme alle torri vicine con segnali luminosi. Come puntine da disegno su una mappa, le torri saracene sono anche un promemoria che aiuta a trovare le spiagge e gli scorci più belli: dalla lunga spiaggia di Porto Nuovo alla spettacolare Baia di San Felice, dove la torre guarda l’Architiello, un’apertura naturale nella roccia che è una delle cartoline più belle del Gargano. E ancora, la spiaggia di Porto Greco, quella di Porto Piatto e la spiaggetta di Pugnochiuso su cui si affaccia l’omonimo complesso turistico che alterna residence e alberghi con vista sul mare.

LA MONTAGNA SACRA
Una passeggiata sul corso principale di Mattinata è l’occasione per scoprire un vero e proprio tesoro. Sulla strada si affaccia la Farmacia Sansone, che solo per i suoi arredi antichi merita una sosta. Ma una visita più approfondita permette di scoprire le meraviglie della Collezione Sansone, nata dalla passione per l’archeologia del capostipite Matteo. Oltre 4mila fra reperti archeologici e testimonianze della tradizione garganica sono conservati in questo insolito contenitore. Ai piedi del paese, circondate dagli uliveti, ci sono le spiagge di ciottoli di Mattinata, una sosta ideale per riposarsi prima di affrontare l’ascesa alla montagna sacra, Monte Sant’Angelo. Nei secoli passati i pellegrini percorrevano la Via Sacra Langobardorum, che partiva da Mont Saint-Michel per arrivare alla Sacra Grotta di Monte Sant’Angelo. Visitare il paese – bianco e arroccato sulla montagna – e passeggiare nei vicoli del quartiere Junno è come fare un salto indietro nel tempo. In un anfratto si trova la cosiddetta Basilica Celeste, la grotta meta dei pellegrini, dove nel V secolo avvenne l’apparizione dell’arcangelo che ha dato origine al culto di San Michele.
Alessandra Tibollo
Il sole 24 ore
Viaggi24

 

 

 

 

 

 

 

Leggere è il cibo della mente
Quest’estate regalati

LA GRANDE IMPLOSIONE
rapporto sui viestani 1970 – 2007
il libro di ninì delli Santi

…”nulla è impossibile a Vieste
dove nulla è possibile”…

———————————————————-

LA CITTA’ VISIBILE
L’odonomastica di Vieste
dall’era antica ad epoca contemporanea
di Matteo Siena

in edicola o librerie
prenotazioni e spedizioni
0884/704191
oppure info@ondaradio.info

———————————————————————-


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright