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Liquidazioni record in Puglia 8 milioni agli ex consiglieri

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Ad agosto di solito gli uffici pubblici sono chiusi. Ma non tutti, e soprattutto non per tutti. E così, mentre qualcuno andava al mare, gli ex consiglieri regionali pugliesi sono passati alla cassa per riscuotere gli assegni di fine mandato. Un regalino che vale otto milioni di euro, dei quali tre milioni e mezzo appena erogati sull’unghia. Alla faccia di tutte le crisi. Il 25 agosto gli uffici di via Capruzzi hanno infatti liquidato 40 mandati di pagamento che vanno dai 21mila euro degli assessori esterni Magda Terrevoli e Gianfranco Viesti ai 236mila euro di Sandro Frisullo. Proprio così: l’ex vicepresidente della giunta Vendola, che durante la detenzione ha continuato a beneficiare dell’indennità da consigliere in virtù di una legge regionale unica in Italia (e che oggi si consola con una pensione da 10mila euro lordi al mese), è il destinatario del bonifico più corposo. In realtà, Frisullo (che vanta tre legislature in via Capruzzi) aveva già portato a casa 152mila euro a titolo di anticipazione sull’assegno di fine rapporto: la sua liquidazione totale, dunque, sfiora i 400mila euro. Per tutto questo ben di dio gli ex inquilini di via Capruzzi devono ringraziare Mario De Cristofaro, il mitologico presidente del consiglio regionale che nel 2003 (in era-Fitto) fortissimamente volle questa legge-prebenda. Nella quale, oltre al vitalizio (che si somma alla pensione), è previsto pure l’asse gno di fine mandato: un anno pieno di indennità (oggi è pari a 129.664,32 euro) per ogni legislatura di servizio. Non contenti, otto mesi dopo la legge che ha aperto la banca, i consiglieri regionali si sono fatti pure il bancomat: nella successiva finanziaria regionale (legge 1/2004, articolo 57) hanno infatti nascosto una normetta che permette di richiedere anticipi fino all’80%.

Tra gli ex della scorsa legislatura ne hanno approfittato in 19, mentre tra i consiglieri in carica l’ultimo è stato Nino Marmo: ha ottenuto altri 34mila euro che si sommano ai 283mila già ottenuti precedent emente. Così come tecnicamente il vitalizio non è una pensione, l’assegno di fine mandato non è una liquidazione: a differenza dei comuni mortali, i consiglieri regionali ricevono infatti l’intero importo (ovviamente al netto delle tasse sul reddito) e non devono lasciarne un pezzetto ai fondi di categoria. E dunque, sono soldini sonanti.

Qualche esempio: Luigi Caroppo, che era già stato consigliere regionale e al primo mandato non aveva chiesto la liquidazione, ha ricevuto 226mila euro. Un altro ex di lungo corso come Mimmo Lomelo ne ha presi 133mila che si sommano ai 229 già ricevuti in precedenza. Ma quelli che in totale hanno incassato di più sono Roberto Ruocco e Giovanni Copertino. Tra anticipi e saldi l’ex An di Cerignola è arrivato a quota 491mila euro, mille euro meno rispetto a Copertino: che però sui banchi di via Capruzzi ci ha passato esattamente 20 anni.

MASSIMILIANO SCAGLIARINI


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