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UDC provinciale, ancora braccio di ferro tra Cera e i vice segretari

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Mancano i generali nell’esercito dell’UdC, quell’esercito chiamato a raccolta sabato al Cicolella da un comandante che non unisce ma divide. Ufficialmente, l’incontro di sabato, aveva come scopo quello di avviare la campagna di tesseramento e porre le basi per quel processo organizzativo che dovrebbe traghettare lo scudo crociato verso il Partito della Nazione. Ufficiosamente l’adunata delle truppe è un messaggio lanciato proprio a quei generali che hanno disertato la convention. Non è necessario che Cera lo dica, nella presenza di tutte le delegazioni dei comuni della provincia si legge a chiare lettere la volontà del coordinatore di affermare la legittimità di una nomina che arriva direttamente da Casini passando attraverso il segretario nazionale, Lorenzo Cesa. Un tentativo che, guardando la sala gremita, si direbbe riuscito ma che, per i vertici foggiani del partito, è la dimostrazione lampante dell’abuso di potere di Cera. A riempire il Cicolella, dicono, sono i capi sezione della provincia, nominati arbitrariamente ed unilateralmente da Cera, andando contro le disposizioni di Cesa che imponeva che le decisioni fossero prese in accordo con il presidente De Leonardis. Un braccio di ferro, quello tra l’onorevole di San Marco in Lamis e la dirigenza del partito, che ha portato i vice segretari provinciali a chiedere ai vertici nazionali, con un documento che porta la firma di 102 sottoscrittori, la revoca delle nomine a Cera e De Leonardis. L’incontro è previsto per la prossima settimana. Ma se fosse vero, come dicono i vice segretari, che la nomina di Cera sarebbe una forzatura attuata da quest’ultimo, utilizzando come arma di ricatto, la minaccia di abbandonare l’Udc e aderire al PdL, allora Casini si troverebbe a dover scegliere tra l’intero partito di capitanata ed una sola persona. Una sola persona il cui cambio di bandiera, però, andrebbe ad assottigliare le fila dei deputati UdC e ad ingrossare i ranghi del Popolo della Libertà.


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