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Petrolio a Tremiti/ “caro ministro riveda quell’autorizzazione…”

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I sindaci della Comunità del Parco del Gargano riuniti. Chiesto un incontro urgente con la Prestigiacomo.

 

Eccola la road map che il Parco propone alla ministra dopo l’autorizzazione alle trivellazioni; eccole le conclusioni cui sono giunti i sindaci nell’incontro di ieri pomeriggio a Monte nella sede del Parco all’indomani dell’okay alla Petroceltic, la compagnia petrolifera irlandese autorizzata a scavare fino alla «vena petrolifera» al largo delle Tremiti che dovrà compiere. Al ministero le chiamano «introspezioni», sottile distinguo per chiarire che prece don le trivellazioni che per ora non ci saranno. «La nostra proposta è quella di un sic (sito interesse comunitario) a mare. In
Italia i siti Natura 2000 a mare corrispondono nella quasi totalità con le aree marine
protette. A Tremiti è già presente un Sic a mare che non copre tutta l’area della riserva marina. « La procedura per la nuova istituzione non credo sia percorribile poiché la Ue ha già individuato la Rete Natura 2000 a mare», ammetteva Stefano Pecorella commissario del Parco. «Per cui la strada percorribile è quella di ampliare il Sic già esistente e farlo coincidere con i confini della riserva. In questo caso la proposta di riperimetrazione (frutto di uno studio specifico) dovrà essere adottata dalla Regione Puglia e successivamente approvata dal Ministero che eseguirà una procedura di Registrazione che sarà inviato alla Comunità europea per la sua successiva e definitiva approvazione. Tale ampliamento, potenzialmente, non troverà alcuna difficoltà di recepimento da parte degli organi sovraordinati in quanto il problema principale dei Sic a mare non è la loro istituzione ma la loro protezione. Se ampliamo il Sic di Tremiti tale problema non sussiste in quanto così facendo garantiamo al Sic a mare la protezione richiesta e desiderata dalla CE».
Ampliamento del limite dell’area marina protetta che automaticamente farebbe scattare, con l’aumento delle batimetriche, l’allontanamento di ulteriori 12 miglia. Ma no è la sola strada: «Farsi supportare dalle associazioni ambientaliste nazionali e da Federparchi nella richiesta di moratoria della normativa europea per le trivellazioni. Coinvolgere Federparchi e tutte le associazioni per azioni di sensibilizzazioni nazionale al problema trivellazioni. Lettera di coinvolgimento delle Regioni Abruzzo e Molise e non ultima una lettera alla Prestigiacomo per incontro e discussione de visu. Pecorella: « Sappiamo benissimo che è un momento particolare e perciò risponderemo con atti amministrativi e non seguendo l’onda emotiva. A tal proposito terremo in debita considerazione tutte le segnalazioni dei cittadini e delle associazioni che si stanno mobilitando. L’importante è non strumentalizzare questa delicata tematica per il futuro del territorio, ma avanzare compatti in maniera assolutamente democratica. Le divisioni o le prese di posizioni strumentali producono solo danni». E intanto una lettera al ministro da parte della delegata foggiana del Fondo Ambiente Italiano Marialuisa d’Ippolito: «Gentile Ministro Prestigiacomo, in qualità di Capo Delegazione Fai di Foggia, a nome di tutto il Direttivo, interpreto il pensiero degli iscritti del nostro territorio, ma anche di tanti altri Cittadini italiani che, con il nostro modesto contributo, stanno scoprendo la quantità di bellezze naturali e paesaggistiche, oltre che storiche e monumentali, della Provincia di Foggia. Siamo sconcertati per la decisione che Ella ha assunto in merito alle rilevazioni geosismiche, al fine di perforazioni petrolifere, autorizzate nel prezioso tratto di mare compreso fra la costa abruzzese e il piccolo arcipelago delle Isole Tremiti. Lei che solo qualche mese fa, con le sue dichiarazioni, sembrava immedesimata nella quantità di rischi e di danni, a breve e lungo termine, connessi alle attività di ricerca e di estrazione, soprattutto in assenza di sistemi di sicurezza codificati. Nel condividere tutte le iniziative che si stanno adottando da parte di Istituzioni pubbliche e private, Associazioni e singoli cittadini al fine di una revoca dell’autorizzazione. La Puglia è talmente virtuosa nel praticare l’attuale politica energetica da collocarsi ai primi posti nella classifica delle Regioni italiane che forniscono energia alternativa». 


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