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Peschici/ Processo “Clessidra” “non sussistono i presupposti giuridici per il rito abbreviato”

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Prima udienza del processo ai 23 indagati dell’operazione “Clessidra” condotta all’alba del 3 dicembre 2010 in seguito alla quale furono arrestate 23 persone dai carabinieri del Comando Provinciale di Foggia. Fra queste, il sindaco di Peschici, Domenico Vecera, politici (l’assessore all’Ambiente e un consigliere comunale), dirigenti e impiegati comunali (il responsabile del settore tecnico e il comandante della Polizia Municipale), professionisti e imprenditori della cittadina garganica, ma anche di Vico del Gargano, Foggia e Lucera, in esecuzione di altrettanti provvedimenti cautelari.

 

GLI ESITI = “Non sussistono i presupposti giuridici per il rito abbreviato”: così la decisione dei giudici del Tribunale di Lucera che hanno accolto le eccezioni della difesa annullando il rinvio a giudizio e rimettendo gli atti al Pubblico Ministero. Una eccezione preliminare dell’avvocato Pellegrini ha fatto franare al primo impatto il castello pazientemente costruito dagli inquirenti. Da giorni si vociferava che erano in gestazione eccezioni della difesa che avrebbero scosso dalle fondamenta il blitz consumato prima di Natale nella cittadina garganica, che aveva visto decapitata l’Amministrazione Comunale e i suoi organi esecutivi.

Lo spiegamento di forze messe in campo nell’operazione coordinata dal sostituto procuratore Marangelli e dal Comando della Compagnia dei Carabinieri di Vico del Gargano preludeva a una rapida soluzione della vicenda giudiziaria che, secondo gli inquirenti, con l’inchiesta “Clessidra” aveva messo a nudo e definitivamente sbaragliato il malaffare amministrativo che si sarebbe annidato nel Comune di Peschici. Oggi la decisione del Tribunale di Lucera, se lascia intatto l’impianto accusatorio (fermo restando cosa ne penserà il nuovo giudice per le indagini preliminari), di certo pare censurare il metodo e le scelte della procura.

LA MOTIVAZIONE = In buona sostanza i giudici hanno ritenuto infondato il ricorso al giudizio immediato che, se da un lato presuppone l’evidenza della prova, dall’altro richiede comunque il rispetto formale e sostanziale delle regole del processo, della sua tempistica, dei diritti connaturati all’esercizio dell’azione penale e al suo concreto svolgimento. In parole semplici, a dirla coi legali dei vari indagati: le forme ci sono e vanno rispettate da tutti, anche dalla Procura, che non può comprimere i diritti della difesa senza incorrere nelle nullità processuali ravvisate dal Tribunale.

I giudici di Lucera hanno statuito che il decreto del gip che ha rinviato a giudizio con rito immediato gli imputati del processo "Clessidra" è nullo per violazione dei diritti della difesa. Per adesso “tutti a casa” e atti al pubblico ministero. La procura dovrà ricominciare con una nuova richiesta di rinvio a giudizio al gip con un naturale ma logico allungamento dei tempi processuali.

puntodistella.it


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