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Sanità, la Puglia si prepara ad assumere

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Cinque ore di faccia a faccia. Dopo il loro insediamento, ad estate ormai inoltrata, i nuovi direttori generali hanno acquisito gli elementi di conoscenza per poter coadiuvare la giunta regionale nel nuovo piano di internalizzazioni con il quale si spera di poter far fronte alla vera e propria emergenza negli ospedali che, per mancanza di personale, potrebbe manifestarsi in autunno.  «È stata una riunione – spiega al termine dell’incontro l’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore – dedicata esclusivamente al processo di internalizzazione. Mi sembrava opportuno fare il punto con i direttori generali anche in seguito anche alle modalità alquanto singolari con le quali si è sviluppato il dibattito dopo la morte del povero collega che si occupava Sanità service di Bari. Qualcuno aveva inteso lasciar intravvedere elementi torbidi nella costituzione società “in house” e appunto nelle internalizzazioni. Con i direttori generali abbiamo concordato di procedere a una nuova delibera di giunta regionale al fine di aumentare il grado di chiarezza e il processo possa dunque essere rilanciato su tutto il territorio regionale».

Sarà dunque l’autunno delle internalizzazioni. Ma intanto occorrerà continuare a lavorare per giungere ad una quadratura del cerchio che eviti qualsiasi tipo di censura da parte del governo nazionale. «È evidente – ha confermato l’assessore Fiore – che nei prossimi giorni continueranno le riunioni nelle quali verranno affrontati i problemi riguardanti il mondo del lavoro e le varie vertenze in atto. Alcune delle questioni sono strettamente connesse agli esiti di un incontro che avremo a Roma tra qualche giorno e che riguarderà il nostro piano deroghe. In quella occasione parleremo del blocco del turn over divenuto tanto più pesante per la Puglia visto che il flusso dei pensionamenti è stato superiore alle attese. Insomma, abbiamo gettato le basi per riportare la situazione sulla giusta rotta. Mi sembra sia la maniera migliore per rispondere all’evento tragico che ci ha colpiti tutti».

Se si fa notare a Fiore che la delibera della giunta era tanto più necessaria quanto più le Asl rischiavano di procedere alla stabilizzazione del personale procedendo in ordine sparso, l’as – sessore replica: «Era la situazione di partenza ad essere sparsa. I processi di esternalizzazione dei servizi andati avanti, negli anni, in maniera molto frastagliata e strana con servizi identici, classificati in modo diverso. Era evidente che nel momento in cui siamo partiti con le operazione nel 2008, abbiamo trovato un eccesso di ingessatura Ad ogni modo è il sistema di governace che va rivisto. E su questo lavoriamo. L’orientamento prevalente è, al momento, affidare le società in house ad un amministratore unico esterno».


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