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Corto su eremi vince il premio «Fai il tuo film»

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«Che cosa vuol dire fare l’eremita» su Pulsano proiettato al Milano Film Festival. L’autore è Giuseppe Delle Misericordia, giovane regista varesino di origini lucerine.

 

«Ma gli eremiti non avevano mai fretta?». Sono le voci di Filippo e Irene, due bambini di una decina di anni, quelle che ci accompagnano in un breve viaggio fra gli eremi di Pulsano, luoghi del cuore Fai 2011. Il cortometraggio di poco più di tre minuti, «Che cosa vuol dire fare l’eremita?», di Giuseppe Della Misericordia, che ha per protagonisti le voci dei due bambini e gli eremi del vallone garganico, ha vinto il concorso «Fai il tuo film», organizzato dal Fondo ambiente italiano con il «Milano Film festival».
Un premio che ha il merito di riaccendere i riflettori sui 24 eremi legati all’abbazia di Pulsano, sui quali si posa lo sguardo innocente dei piccoli, che si pongono domande. Come «ma non avevano (gli eremiti) paura delle vipere? E quando faceva caldo? E non avevano freddo? E se si ammalavano chi li curava? Ma avevano la televisione? E chi gli preparava la colazione?».
Domande che frequentemente fanno i bambini quando si trovano in situazioni insolite, che stridono con il loro vivere, e che gli adulti pongono a se stessi, a bassa voce. «È per questo che ho affidato questo mio corto agli occhi e alle parole dei piccoli, perché i bambini sanno porsi le domande essenziali, superando le sovrastrutture », dice Giuseppe Della Misericordia che ha scritto, diretto e montato il corto che ha come colonna sonora la musica del fratello Andrea Della Misericordia, musicista professionista specializzato in colonne sonore. Varesino ma di origini lucerine (infatti il corto è stato girato con la collaborazione dell’associazione «Lucera Bella»), laureato in filosofia, autore e sceneggiatore, Giuseppe Della Misericordia ha utilizzato le domande essenziali di Filippo e Irene per creare i contrasti con le immagini. E così quando Filippo all’inizio del corto dice di avere le vertigini, e la telecamera inquadra il vallone cementificato e poi il lontananza il mare, la vertigine che prende è quella che toglie il respiro per la bellezza di un paesaggio che forse non è ancora troppo diverso da quello che si presentava agli eremiti.
Alla domanda sulla televisione si accosta l’immagine di una targa che indica una «zona di sacro silenzio». Ai dubbi sulla fretta
degli eremiti fa da contraltare una chiocciola che si chiude del suo guscio.
Un corto girato con mezzi tecnici di fortuna, spiega della Misericordia, «perché mi trovavo in vacanza a Peschici, senza la mia
attrezzatura professionale». Il che non ha impedito al corto di avere il maggior numero di voti on line che lo ha portato dritto dritto alla vittoria. Metafora finale della bellezza del luogo la pianta (Scabiosa Dallaportae) che in Italia si trova solo nel vallone e che ci mette centinaia di anni per crescere in pochi centimetri.
«Con questo corto – conclude il regista – spero di contribuire alla conoscenza degli eremi e a ogni iniziativa si possa intraprendere per tutelarli e recuperare quelli maggiormente degradati».
Il cortometraggio, che è possibile vedere su Youtube digitando il titolo, sarà proiettato martedì 13 settembre all’Anteo Spazio Cinema di Milano.

Stefania Labella

Gazzetta del mezzogiorno


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