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NO PASARAN, a tutela dell’Adriatico

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Sono due dinosauri, si muovono con agilità e padronanza nella foresta giurassica del business e degli affari petroliferi. Hanno nomi oscuri per noi garganici, abituati alla seppia ripiena e alle trigliozze di settembre. Non promettono nulla di buono e, soprattutto, non perdono tempo. A loro non interessa “l’equilibrio ambientale; la bellezza dei luoghi; il sentimento delle popolazioni; il vivere in armonia con il creato; i ritmi lenti”, tutto questo è poesia, non c’azzecca nulla con il petrolio e la caccia a nuovi giacimenti. Il loro mestiere è bucare, trivellare, sondare, scavare, rompere, sporcare.

Si chiamano Northen Petroleum e Spectrum Geo L.T.D, sono munite di permesso del Governo italiano il quale, con una celerità ed una discrezione senza pari nella pubblica amministrazione, ha autorizzato trivellazioni in buona parte dell’Adriatico. Possono muoversi liberamente dall’Abruzzo a Santa Maria di Leuca, sfiorando le isole Tremiti senza tanti fronzoli e cautele. Possono mitragliare in continuazione violenti getti d’acqua a fortissima pressione per leggere il sottofondo marino, con buona pace per tutto il sistema di mare, la fauna e il novellame.
Contro questo “sacco dell’Adriatico” si sono mobilitate le Associazioni ambientaliste, Italia Nostra, regioni, comuni, semplici cittadini, artisti.

E’ stata Maria Rita D’Orsogna, professore associato di matematica presso l’Università di Los Angeles, a lanciare l’allarme sull’iter burocratico della Northen Petroleum per avviare le trivellazioni in Adriatico. Si mobilitavano prontamente il Comitato per la tutela del mare Adriatico, guidato da Michele Eugenio Di Carlo, a Vieste e Teresa Maria Rauzino del Centro Studi Martella a Peschici: Questi esprimevano chiaramente la propria contrarietà alle ispezioni sismiche, producevano osservazioni al Ministero dell’Ambiente, prendevano contatti con l’associazionismo del Salento e i media per allertare tutto il territorio. L’appello partito dal Gargano veniva raccolto da Carla de Nunzio e Beniamino Piemontese dell’Associazione Ideale “Osservatorio Torre di Belloluogo” di Lecce, rompendo un sonnacchioso atteggiamento di stampa e autorità, al punto da costringere Piemontese ad annunciare un sit-in al Palazzo della provincia di Lecce e subito ricevuto dal Presidente della provincia, On. Antonio Gabellone, che rassicurava sulle iniziative da intraprendere a tutela del mare salentino.

La Chiesa pugliese prendeva posizione con l’adesione di Monsignor Domenico D’Ambrosio, Arcivescovo di Lecce e nativo di Peschici, che così si esprimeva:” Si fa davvero fatica a capire le scelte politiche che stanno alla base dell’autorizzazione concessa dal Ministero dell’Ambiente per trivellare il nostro mare. Aumenta sempre di più la distanza, l’assenza e l’incapacità a raccogliere le istanze che vengono dal basso e reclamano un’attenzione, un impegno, una civile responsabilità che soprattutto le istituzioni devono promuovere.”

Mentre il Carpino Folk Festival dedicava l’edizione 2011 al “Patrimonio Culturale dell’Acqua” quale riflessione e connubio tra arte, musica e parola per generare azioni concrete a modificare l’incerto e precario futuro dell’uomo.
Vico del Gargano dedica, in questi giorni, una mostra fotografica di Michele Parracino, sulle sorgenti e i ruscelli che sfociano in mare, quale contributo alla tutela del bene più prezioso per l’umanità.

L’acqua”…è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è principio e fine” erano le parole simboliche di una edizione dove la cultura dei beni immateriali del Gargano si metteva generosamente a disposizione per contribuire decisamente a difendere e tutelare l’ambiente e il territorio e dove l’illustre artista Luca Bassanese, con “ La leggenda del pesce Petrolio”, coglieva concretamente quella che costituisce la più grande emergenza dei nostri tempi:                    “  l’inquinamento dei Mari e degli Oceani ad opera dell’uomo e della sua avidità…”

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha dichiarato:” Non ci piace l’attenzione del Governo ai nostri fondali marini.”

La festa di Santa Maria di Calena, a Peschici, è stata l’occasione, per il mondo associativo e culturale del Gargano, di riprendere i contatti e porre in essere iniziative comuni per affrontare lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio garganico. L’incontro ha riguardato la salute del mare e dei suoi abitanti, la minaccia delle trivellazioni e le criticità a cui il mare è sottoposto.

E’ stato il momento per suggellare il “Ponte Ideale” fra Salento e Gargano a difesa dei mari di Puglia e a tutela del territorio, che i contatti e i rapporti culturali tra persone e associazioni sono possibili, anche a distanza di centinaia di chilometri, se ci sono delle aspirazioni e delle idealità in comune.

Carla De Nunzio ha scritto.”L’incontro a Calena, dedicato alle gravi emergenze costituite dalla tutela del mare del Gargano e della Puglia intera, della lotta contro i veleni depositati e celati in modo criminale sul fondo del mare e contro il pericolo ormai imminente delle perforazioni e delle trivellazioni petrolifere da parte delle compagnie estere e nazionali, tanto cara al nostro Arcivescovo Mons. Domenico D’Ambrosio, peschiciano e leccese insieme, incarna davvero nella sua persona il “ponte ideale” tra il Gargano e il Salento che noi abbiamo come meta ideale, culturale e spirituale.”

Teresa Maria Rauzino e Michele Eugenio Di Carlo, hanno dichiarato:” Se inizieranno a trivellare al largo di Brindisi, l’associazionismo vero, la cultura autentica, l’informazione libera del Gargano muoveranno verso il Salento in difesa dei mari della Puglia, anche per riaffermare una dignità da cittadini attivi e consapevoli.”

Michele Angelicchio


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