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Accordo Fitto-Vendola liberati 880 mln per infrastrutture Puglia

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Si sbloccano 880 milioni di euro di fondi del Por Puglia 2000-2006, riprogrammati dopo la ricognizione di ministero Affari regionali e coesione territoriale per evitare di perdere i rimborsi della quota cofinanziata Ue.

Un incontro tra il ministro Raffaele Fitto e il governatore pugliese Nichi Vendola ha sancito le modalità di utilizzo delle risorse liberate: 206 milioni per nuovi interventi in bonifica delle acque, rifiuti, città, viabilità, aiuti alle imprese, anche agricole, ricerca, società dell’informazione e valorizzazione dei beni culturali, mentre la parte predominante, 674 milioni per progetti di completamento di lavori infrastrutturali e servizi già avviati (fondi Fesr e Feoga).

La Puglia è la prima Regione per la quale si liberano le risorse previste dalla delibera Cipe 79/2010 sullo stato di attuazione degli interventi finanziati dal fondo aree sottoutilizzate ed è quella che ha fatto meno ricorso ai «progetti coerenti» (16% del valore complessivo del Por), cioè quei progetti non previsti dal Por iniziale, ma riprogrammati in interventi coerenti per non perdere le risorse europee che vanno ora reinvestite.

«L’erogazione di 880 milioni a favore delle infrastrutture pugliesi è il prodotto di un percorso iniziato nel 2010», ha spiegato il ministro, che la prossima settimana proporrà al Cipe anche una seconda delibera per lo sblocco dei finanziamenti per l’Università delle Regioni del Sud.

Il presidente Vendola ha ringraziato il ministro Fitto per «l’ulteriore passo avanti» del processo di ricognizione che ha portato «a condividere gli investimenti per il completamento delle infrastrutture già cantierizzate, fondamentali – ha rilevato – per lo sviluppo della mia Regione».

Tra i nuovi interventi, i più rilevanti in termini economici sono: il completamento della tangenziale Est di Lecce (23,6 milioni di euro), il contratto di programma Cementir Italia Srl (19,3 milioni di euro), la raccolta, il trattamento e lo smaltimento delle acque reflue di Porto Cesareo (18 milioni), il museo archeologico di Bari (2,4 milioni), l’ex Convitto Palmieri in Provincia di Lecce (2,8 milioni), la bonifica di via Fiordalisi a Bari (3 milioni), quella nel comune di Lesina (3,8 milioni), nel Comune di Supersano (3,2 milioni) e a Sannicandro (2,1 milioni), le infrastrutture della zona industriale di Corato (2,5 milioni) e il palazzo ex scuola marinara di Brindisi (1,8 milioni).

Vendola si è detto «assolutamente soddisfatto» anche per una seconda ragione: la decisione comunicatagli dal ministro Fitto di avviare un tavolo di confronto con le Regioni per rispondere alla norma prevista dalla manovra sul recepimento delle sentenze della Corte costituzionale in materia di leggi regionali impugnate dal governo.

«Fra tutte, una – ricorda – Vendola – ha carattere incandescente: quella sul destino di un terzo dei dipendenti dell’ente Regione Puglia, la cui retrocessione brutale è un colpo fatale per la dignità dei lavoratori e l’efficacia della macchina amministrativa», un riferimento chiaro alla legge sulla stabilizzazione dei precari nella sanità pugliese. Il governatore ha sottolineato che «nonostante le radicali contese politiche, il ministro Fitto ed io lavoriamo nello spirito di leale collaborazione e non rinunciamo a nessuna opinione, ma ciò non ci impedisce di convergere nell’interesse della Puglia». Mentre il ministro pugliese ha auspicato che il tavolo possa servire a risolvere i conflitti attuali e, in futuro, «a condividere preventivamente una soluzione con le Regioni che non porti alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale».

Del clima di collaborazione Vendola-Fitto si dice soddisfatto anche il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri. «È – dice un’opportunità importante per la Puglia. Il ministro Fitto sta lavorando con grande impegno alla costituzione di un fronte comune che investe tutti gli amministratori delle regioni del Sud, che incoraggi coesione e condivisione, nel segno della responsabilità politico-amministrativa».

Alessandra Flavetta


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