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Sos Impresa/ Sempre più casi di racket in Capitanata

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Un fenomeno in aumento, oscuro e che mette in ginocchio famiglie ed imprenditori. In tutte le città dello Stivale: da Milano a Siracusa, passando per Foggia, il racket non s’arresta. Ad “Sos impresa”, l’associazione foggiana che fa capo a Confesercenti, nel 2011 sono giunte soltanto 5 denunce di racket da parte dei commercianti della città capoluogo. “In totale – dicono dall’associazione – l’indebitamento di questi 5 imprenditori è pari a 500 mila euro. Molti giungono da noi dicendo di non arrivare a fine mese per le eccessive spese. Poi, pian piano veniamo a conoscenza delle richieste di racket da parte della mala”. Dai dati nazionali viene a galla un quadro drammatico: il racket fa chiudere ben 53 aziende ogni giorno. Nel triennio 2006-2009 165.000 esercizi commerciali hanno calato la serranda.
A questo fenomeno si affianca quello dell’usura, a cui ricorrono disperatamente decine di commercianti, provati dai prestiti diventati per loro un incubo”. La Fondazione foggiana Buon  samaritano, invece, calcola 8 denunce nell’anno in corso e altrettante nel 2010, relativamente all’usura, con un aumento del 40- 50% rispetto al 2005 – 2006. Sono decine gli imprenditori di Capitanata che ricorrono all’usura per tentare di uscire dalla mannaia del racket.
Per gli addetti ai lavori le leggi hanno fatto poco: a 14 anni dall’approvazione della legge antiusura, nonostante l’intensificarsi del fenomeno, le denunce sono in calo: nei primi 6 mesi del 2008 in tutta Italia si sono registrati 167 reati e 753 persone denunciate.


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