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Faida del Gargano: Cassazione conferma ergastoli

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Carcere a vita per l’ex super latitante Franco Libergolis, per Carmine Grimaldi, per Matteo Magini e per il cosiddetto "braccio armato" Gennaro Giovanditto: tutti esponenti di spicco della faida del Gargano.  Confermate anche in Cassazione le condanne inflitte a luglio dello scorso anno dalla Corte d’ Assise di Appello di Bari agli affiliati alla mafia del promontorio, quella che da oltre trent’anni sta seminando morte e terrore sul Gargano. Una lotta senza esclusione di colpi per il controllo di affari illeciti: estorsioni, traffico di droga e contrabbando. Ergastolo, dunque, per Carmine Grimaldi, accusato dell’omicidio di Antonio Vocino, ucciso il 3 settembre del 2003 a San Nicandro Garganico; ergastolo per Franco Libergolis, accusato dell’omicidio di Matteo Mangini, assassinato a Manfredonia il 2 settembre del 2001. Doppio ergastolo per Gennaro Giovanditto accusato il duplice omicidio di Vincenzo e Angelo Fania, padre e figlio uccisi a San Nicandro Garganico il 13 ottobre del 1999 e per l’omicidio di Michele Tarantino ucciso sempre nel piccolo centro garganico il 30 marzo del 2001. Tra le altre condanne, quella a 27 anni ad Armando Libergolis e a 26 anni e sei mesi per l’altro fratello Matteo. 3 anni e sei mesi, infine, per la pentita Rosa Lidia di Fiore. Tutti gli imputati, lo ricordiamo, vennero arrestati nell’ambito del blitz antimafia denominato Iscaro-Saburo, del giugno 2004, operazione che portò all’arresto di 99 persone tutte ritenute riconducibili alla sanguinosa lotta tra gli allevatori.


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