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Gargano/ In soccorso del Gino Lisa, sindaci compatti per salvarlo

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“Unica priorità rimane l’aeroporto che c’è già”.

 

 Anche il Gargano sostiene la battaglia del Gino Lisa. Il fronte dei primi cittadini è compatto
nell’adesione alla manifestazione del 19 novembre prossimo. E trascinano con sé una parte del mondo imprenditoriale turistico. "Noi rappresentiamo la ragione dell’esistenza dell’aeroporto della Capitanata", dicono sull’onda emotiva dello slogan "Il Gino Lisa non è un lusso", mutuato dall’editoriale del professor Federico Pirro . Insomma, una battaglia congiunta, che però lascia aperte tutte le altre partite. A cominciare da Amendola, per finire agli interessi privati sul fantomatico aeroporto di Vieste. "Da un po’ di tempo il Comune di Vieste sostiene di avere le risorse, assieme ai privati per costruire l’aeroporto del ‘Gargano – commenta il sindaco di Rodi
Garganico, Carmine D’Anelli- ben vengano. Ma per il momento l’unica priorità rimane l’aeroporto che c’è già. E non bisogna perdere tempo, visto che finora ci hanno presentato il quadro in tutte le salse. Stiamo parlando di un argomento fondamentale per tutto il territorio della Capitanata, ma soprattutto per il nostro turismo". Senza risorse servono percorsi alternativi ed idee. "Anche i 40 miliardi del porto turistico non ce li poteva dare nessuno, eppure abbiamo intrapreso un percorso che per fortuna ci ha dato ragione – continua -, adesso per il Gino Lisa è arrivato il momento buono per far prendere coscienza alla classe politica che non c’è più nessuna possibilità di lavorare semplicemente per mettersi la medaglietta sul petto. Alcuni progetti logistici potranno essere risolti con il progetto di adeguamento della pista, mà senza contributi – tutti gli operatori del settore li prendono – non si riuscirà a portare nessun nuovo vettore a Foggia. Inoltre, serve puntare su Linate e non su Malpensa, lontano 45 minuti dal centro di Milano. Oltre agli snodi fondamentali per
collegarci al resto dell’Europa: Trieste o Verona, Torino, Milano e, al sud, Palermo". La strada intrapresa dalla Regione (potenziamento dei trasporti su terra e su gomma in direzione Bari) non interessa affatto a questa parte della Capitanata. Non possono essere convincenti 4 ore di viaggio per essere collegati alle destinazioni italiane ed europee. "Solo noi abbiamo i numeri tali da giustificare la riuscita di qualsiasi operazione – ammette il sindaco Peschici, Domenico Vecera -, io sicuramente sarò in piazza sabato prossimo per rivendicare le necessità di un territorio che in questi anni ha segnato con decisione il fallimento della politica. Ma va anche detto che ci sono altre soluzioni che dovrebbero essere analizzate con maggiore attenzione. A cominciare dall’aeroporto di Amendola che, con una trattativa seria a livello governativo e con le risorse che dovranno essere destinate al Lisa, potrebbe essere rise stimato per i voli civili. Poi bisogna cerare di valorizzare le iniziative private indirizzate alla realizzazione di un nuovo aeroporto. Non posso pensare adesso che le stesse persone che hanno determinato il fallimento dello scalo foggiano, adesso stiano in piazza a protestare”. L’occasione persa, per tutti, e stata quella del 2002, con la proposta di Ryanair. Adesso
continua Vecera- bisognerebbe lavorare per attrarre veicoli da 100 posti per i charter, visto che nemmeno 70 – a detta degli operatori – sono utili per la preparazione di pacchetti turistici. Da noi ci sono decine investitori russi e norvegesi che ogni anno ci raggiungono in automobile da Pescara. Sarebbe una gran cosa se potessero arrivare in un ora e mezza, anziché sorbirsi ogni volta tutta la trafila di un viaggio estenuante". Dello stesso parere il sindaco di Vico del Gargano, Luigi Damiani che ammette: "Bisogna sottolineare sempre la rilevanza del turismo garganico sull’ economia della provincia, per questo ci fa rimanere perplessi la volontà di spingere sull’asse Foggia-Bari con i trasporti su ferro e su gomma: non si può pensare di rispondere ai bisogni con 4 ore di viaggio in navetta dopo il trasporto aereo dell’estero in Italia”. Il tempo è fondamentale, al riguardo, da tutti i punti di vista. Mentre manca un piano di sviluppo che possa avvalorare le richieste del territorio: "Abbiamo perso una grande occasione con l’Area Vasta e con il Piano territoriale di Coordinamento provinciale – continua Damiani -, va bene il livello di indignazione raggiunto che sfocerà nella manifestazione del 19, ma garantirò la mia presenza, quale segnale politico forte, al consiglio monotematico voluto congiuntamente da Comune e Provincia per stilare un ordine del giorno comune. Anche perché la partita adesso non è una sola. Tra le emergenze – conclude – bisogna annoverare anche quelle dei rifiuti della sanità e della sostenibilità. Su queste partite ci giochiamo il futuro. E l’indignazione popolare dovrà essere la giusta base dell’agire politico che, almeno ora, dovrà mettere da parte la necessità strategica degli assetti di partito. Con l’unico obiettivo della tutela del territorio" .

Michele Iula
L’Attacco


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