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Sanità Regione / Contratti d’oro all’agenzia regionale

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Contratti di consulenza pagati a peso d’oro; concorsi interni per scorrere graduatorie «predisposte» e mandare funzionari e impiegati in posti apicali nelle Asl; bandi per assumere parenti stretti di dirigenti dell’assessorato alla Sanità. Un faldone di mail, anonime e non, getta un’ombra sulla gestione dell’Ares Puglia, l’agenzia regionale della sanità il cui direttore generale, Franco Bux, sarà ascoltato oggi nell’audizione convocata dalla commissione del consiglio regionale. Sui banchi di diversi consiglieri, nelle scorse settimane, sono finite le denunce (documentate con tanto di determine) nei confronti dell’Agenzia, con minacce di ricorsi alla Corte dei Conti e appelli al governatore perché accenda i fari su una gestione giudicata poco trasparente. «Da mesi ormai riceviamo notizie, documenti, lettere più o meno anonime, messaggi di posta elettronica su presunti episodi di scarsa trasparenza – dice il capogruppo Pdl Rocco Palese – che si starebbero verificando all’Ares, con particolare riferimento all’affidamento di alcune consulenze». Di qui la richiesta di un’audizione dei vertice dell’Agenzia, richiesta subito soddisfatta dal presidente della Commissione Sanità Dino Marino con l’audizione di oggi. «In questo momento di grave crisi economica internazionale e di grandi sacrifici che vengono chiesti ai pugliesi dalla Regione, con la chiusura di molti ospedali e di 340 milioni di euro di tasse regionali annue destinate proprio a coprire il deficit sanitario, è indispensabile – tuona Palese – che la gestione della sanità sia improntata alla massima trasparenza. Per questo crediamo che i consiglieri regionali abbiano il diritto/dovere di ascoltare dai vertici dell’Ares come stanno le cose».

A sfogliare le denunce, in effetti, c’è di che allarmarsi. Spunta il caso del Nucleo per gli investimenti dell’Agenzia, i cui componenti percepirebbero ben mille euro per ogni seduta, ma anche quello del direttore amministrativo dell’Ares, Claudio Guerra. Per una consulenza fornita all’Oncologico di Bari dall’8 giugno all’8 dicembre 2011, l’Ares ha deciso di pagarlo la bellezza di 100 euro netti per ogni ora di lavoro svolto, il 95% dei quali a carico dell’Agenzia. Nulla da dire sulla professionalità e sul merito del lavoro svolto, dicono i consiglieri di centrodestra, ma come non restare allibiti di fronte alle determine redatte dall’Ares (la n. 27 del 18 agosto e la n. 68 del 12 settembre) con le quali il suddetto dirigente percepiva, per le prestazioni svolte in appena 3 mesi, la bellezza di 5.700 e di 6.400 euro, con un esborso a carico dell’Ares pari a oltre 11mila euro?

E ancora: su un organico di 80 persone, assunzioni «sospette» riguarderebbero figli di dirigenti o segretarie dell’assessore alla Sanità e figli di funzionari o dirigenti Ares, mandati con la mobilità all’Asl di Lecce. Così come si chiede di accendere i fari sullo scorrimento delle graduatorie interne attuato con la delibera Ares 407 dello scorso ottobre: due contratti per assistenti amministrativi al coordinamento regionale delle attività trasfusionali (Crat) sarebbero stati assegnati a personale interno molto vicino al direttore generale.

Nel mirino, per il cumulo di incarichi, finisce anche il dirigente del servizio programmazione e assistenza territoriale dell’assessorato Fulvio Longo. Lo scorso agosto (delibera 1846) gli è stato prorogato l’incarico da oltre 131mila euro, cui aggiungere il premio di produttività e l’indennità per il ruolo di coordinatore dello staff preposto all’uso dei fondi Fesr.

BEPI MARTELLOTTA


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