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Caso Mafrolla – Da “Chi l’ha visto?” a “Ma che hai detto?!?”

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Quando la mala informazione rischia di rovinare la reputazione e l’economia di una cittadinanza

La nota trasmissione di RaiTre “Chi l’ha visto?” ha preso una grave cantonata creando sospetti e ombre su imprenditori e cittadini assolutamente estranei ai fatti a loro contestati. Nel servizio sull’omicidio di Michele Mafrolla trasmesso il 30 novembre scorso, veniva raccontato del ritrovamento di tracce di sangue che potevano ricondurre alla scomparsa del giovane, in un villaggio vicino al luogo in cui, dello stesso, si sono perse le tracce, a pochi passi da dove è stato rinvenuto il suo scooter. Ma le analisi effettuate prontamente dalla Scientifica hanno dimostrato che il sangue non era di Michele Mafrolla bensì di una bimba tedesca, inciampata nell’area del parco giochi il giorno successivo all’inizio della triste vicenda. L’area, inizialmente isolata e posta sotto sequestro, veniva subito liberata dai Carabinieri della Tenenza di Vieste che raccoglievano le dichiarazioni spontanee dei genitori della stessa bambina.

E non ha alcun fondamento la notizia che in quel villaggio lavorasse come guardiano un giovane viestano, arrestato tre giorni prima del ritrovamento dei resti del Mafrolla, visto che il servizio di sorveglianza notturna veniva svolto direttamente dai figli del titolare del villaggio turistico.

Gli imprenditori hanno ricevuto dai vertici locali dell’Arma le rassicurazioni che quanto detto nel servizio non ha alcun fondamento, tanto da consigliare di sporgere denuncia per diffamazione ai danni dei responsabili della trasmissione.

Come ha fatto la redazione di “Chi l’ha visto?” a stravolgere la realtà, a rischio di mettere in ginocchio l’economia di più famiglie? E quale marchio rischiano di trovarsi addosso persone oneste e lontane da fatti delittuosi di alcun tipo? Perché non hanno chiesto conferma ai Carabinieri su quanto da loro ipotizzato? E quale danno di immagine rischia di ricadere sul turismo viestano, ora che in tv hanno detto che i guardiani dei villaggi compiono omicidi nelle strutture turistiche?

 Aver toccato con mano questo modo di fare informazione fa porre i dubbi su tutto quanto ci viene settimanalmente raccontato dalla nota trasmissione (realizzata anche con il contributo del canone dei cittadini) da diversi anni. La ricerca dello scoop ad ogni costo, la voglia di sostituirsi agli investigatori, può far cadere in errori gravi come questo. Si auspica, nella prossima puntata, una precisa rettifica di quanto detto, a parziale risanamento del danno arrecato.

Anche Ondaradio è cascata nell’errore, dando fiducia all’autorevole trasmissione di Mamma Rai. Questo articolo di rettifica serve per scusarci con l’imprenditore viestano e tutta la sua famiglia.


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