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“Progetto MOLDAUNIA” Richiesta di sostegno

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Con nota di riscontro, del giorno 2 c.m., lo scrivente rappresentava al Presidente della Commissione Provinciale Paritetica per il Referendum le sue controdeduzioni al parere negativo espresso dal Responsabile dell’Ufficio Legale della provincia per rilievi procedurali, relativi all’iniziativa referendaria condotta dal Comitato Promotore Progetto Moldaunia, e formali, inerenti la stesura delle singole delibere consiliari. Nella circostanza lo scrivente, pur non negando la giustezza dei rilievi procedurali e
formali eccepiti dal Responsabile dell’Ufficio Legale, dovuti ad inesperienza e buona fede
sia del responsabile del Comitato Promotore che degli amministratori comunali, faceva
rilevare che il fatto non poteva pregiudicare e disattendere la stragrande volontà popolare
(39% di popolazione, a fronte del 10% previsto dall’art. 9 al punto 3/b dello Statuto della
Provincia di Foggia) a favore del progetto e del relativo iter referendario, previsto dall’art.
132 – 2° comma della Costituzione, per il passaggio della provincia di Foggia dalla regione
Puglia al Molise.
In ragione di quanto innanzi ed alla luce dei risultati di 40 anni di esperienza amministrativa
regionale a trazione barese e salentina, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti,
S I C H I E D E
a tutti i sindaci della Capitanata, che hanno a cuore il futuro del proprio territorio e della
propria gente, di far pressione sulle proprie gerarchie politiche ed istituzionali della
provincia affinché venga portato in Consiglio Provinciale, possibilmente entro il corrente
mese di dicembre se si punta a votare entro la prossima primavera, l’argomento Moldaunia
per approvare la richiesta del relativo referendum, se non altro per rispetto al diritto
democratico dei cittadini di esprimersi sul proprio futuro.
I l P r e s i d e n t e
Comitato Promotore Progetto Moldaunia
( Ing. Gennaro AMODEO)

"La secolare unione tra Capitanata e Molise – dal Vicereame spagnolo al Risorgimento".

(1669 – 1806)
a cura del Prof. Emilio BENVENUTO
Dalla “NOVA SITUATIONE DE PAGAMENTI FISCALI DE CARLINI 5 PER FOCO DELLE PROVINCIE DEL REGNO DI
NAPOLI, & ADOHI DE BARONI, E FEUDATARIJ, DAL PRIMO DI GENNARO 1669, AUANTI, FATTA PER LA REGIA CAMERA
DELLA SUMMARIA DI ORDINE DELL’ILLUSTRISSIMO, & ECCELLENTISSIMO SIGNORE D. PIETRO ANTONIO DE ARAGONA
CAVALIERO, E CLAVIERO DELL’ORDINE D’ALCANTARA, GENTIL’HUOMO DI CAMERA DI S.M. DEL SUO CONSEGLIO DI
GUERRA; CAPITANO DELLA GUARDIA ALEMANA, PRINCIPALE DI UNA COMPAGNIA D’HUOMINI D’ARMI DELLE
GUARDIE VECCHIE DI CASTIGLIA,AMBASCIATORE ORDINARIO APPRESSO SUA SANTITA’, VICERE’, LUOGOTENENTE, E
CAPITAN GENERALE IN QUESTO REGNO DI NAPOLI” edita in Napoli, nella regia stampa di Egidio Longo, nel 1670, il
Regno di Napoli risultava ripartito nelle seguenti 12 province (pag. 9 e ss.):
1) Terra di Lavoro
2) Contado di Molise
3) Principato Citra
4) Principato Ultra
5) Capitanata
6) Basilicata
7) Terra di Bari
8) Terra d’Otranto
9) Calabria Citra
10) Calabria Ultra
11) Apruzzo Citra
12) Apruzzo Ultra
In base al censimento fiscale del 1669-70 il Contado di Molise (pp. 25–30) comprendeva i Comuni di:
1) Acquaviva
2) Bagnulo
3) Baranello
4) Boyano
5) Busso
6) Caccavuone
7) Calcabuttaccio
8) Campobasso
9) Campochiaro
10) Campo di Pietra
11) Campolieto
12) Cantalupo
13) Capracotta
14) Carovilli & Castiglione
15) Carpinone
16) Vecchia
17) Colle d’Anchise
18) Colle di Croce
19) Covatta
20) Fornello
21) Fossaceca
22) Frosilone
23) Gambatesa
24) Guardia Alfierez
25) Guardia Bruna
26) Guardia Campochiaro
27) Guasto Girardo
28) Isernia
29) L’Espenete
30) Li Cameli
31) Longano
32) Loratino
33) Lucito
34) Lupara
35) Limonano
36) Macchia d’Isernia
37) Macchia Godena
38) Matrice
39) Mirabiello
40) Miranda
41) Molise
42) Mont’Agano
43) Montazzoli
44) Montefalcone
45) Montenegro
46) Monterduni
47) Montorio
48) Morcone
49) Morrone
50) Palata
51) Putrella
52) Pettorano
53) Piesco d’Isernia
54) Piesco Lanciano
55) Piesco Pignataro
56) Pietracupa
57) Providenti
58) Riccia
59) Rionigro
60) Risalda
61) Ripa Libottuni
62) Ripa Limosani
63) Rocca Aspramente
64) Rocca Cicuta
65) Rocca Minolfi
66) Rocca Vivara
67) Salcito
68) San Giovanni in Galdo
69) San Giuliano
70) San Massimo
71) San Polo
72) Santa Capita
73) Santa Croce
74) Santa Lucia Mentemitro
75) Sant’Angelo in Grottola
76) Santo Angelo Limonano
77) Santo Biase
78) Santo Felice
79) Santo Leuci
80) Santo Pietro de Avellana
81) Santo Stefano
82) Sassano
83) Sassinoro
84) Scontrone
85) Supino
86) Torello
87) Toro
88) Triveneto
89) Vinchiaturo
oltre i centri, dati per disabitati, di Casal Castiglione, Casal Cerreto (o Cerritiello), Castel Cerreto e Monte la
Teglia. Gli abitanti, calcolati in base ai 12.876 fuochi, erano 64.380.
La Capitanata invece comprendeva i Comuni di:
1) Ascoli
2) Alberono (Alberona)
3) Alarino (Larino/CB)
4) Baselice/BN
5) Bovino
6) Castelpagano/BN
7) Celza Maggiore
(Cercemaggiore/CB)
8) Candela
9) Chieuti
10) Cagnano (Cagnano Varano)
11) Cerignola
12) Castelvetere (Castelvetere in Val
Fortore/BN)
13) Celenza (Celenza Valfortore)
14) Campo Marino
(Campomarino/CB)
15) Castelluccio degli Schiavi
(Castelluccio Valmaggiore)
16) Colle Torto (Collotorto/CB)
17) Casal Nuovo (Casalnuovo
Monterotaro)
18) Casal Vecchio (Casalvecchio di
Puglia)
19) Casal di Carlentino (Carlantino)
20) Casal di Vico (Casalciprano/CB)
21) Colle (Colledanchise/CB)
22) Cervello (Circello/BN)
23) Castelluccio delli Sauri
(Castelluccio dei Sauri)
24) Casal di S. Agata “noviter erecto”
(Sant’Agata Irpina/AV)
25) Delcito (Deliceto)
26) Deruri (Ururi/CB)
27) Ferrazzano/CB
28) Foggia
29) Forano (Forano di Val Fortore/BN)
30) Guidone (Gildone/CB)
31) Goglionise (Guglionesi/CB)
32) Ischitella
33) Ielsi/CB
34) Lucera
35) Lesena (Lesina)
36) Manfredonia
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37) Montenegro (Montenero di
Bisaccia/CB)
38) Macchia (Macchia Valfortore/CB)
39) Monaci Liuni (Monacilioni/CB)
40) Monte S. Angelo
41) Motta Monte Corvino (Motta
Montecorvino)
42) Montelongo/CB
43) Monteaguto (Montaguto/AV)
44) Mongilfuni (Montecilfone/CB)
45) Procina (Apricena)
46) Pretacatello (Pietracatella/CB)
47) Preta Monte Corvino (Pietra
Montecorvino)
48) Panni
49) Porto Cannone
(Portocannone/CB)
50) Pieschici (Peschici)
51) Petacciata (Petacciato/CB)
52) Rosito (Roseto Valfortore)
53) Rodi (Rodi Garganico)
54) Regnano (Rignano Garganico)
55) Rotrello (Rotello/CB)
56) S. Bartolomeo in Galdo/BN
57) S. Marco la Catola
58) S. Elia (S. Elia a Pianisi/CB)
59) Serra Capriola (Serracapriola)
60) Sant’Agata (Sant’Agata di Puglia)
61) S. Nicandro (S. Nicandro
Garganico)
62) S. Marco in Lamis
63) S. Martino (S. Martino in
Pensilis/CB)
64) S. Giovanni Rotundo (S. Giovanni
Rotondo)
65) S. Iacovo (San Giacomo degli
Schiavoni/CB)
66) S. Giuliano (S. Giuliano di
Puglia/CB)
67) S. Croce (S. Croce di
Magliano/CB)
68) S. Paulo (S. Paolo di Civitate)
69) San Siviero (San Severo)
70) Troya (Troia)
71) Torre Maggiore (Torremaggiore)
72) Tufara/CB
73) Termoli/CB
74) Volturara (Volturara Appula)
75) Vico (Vico del Gargano)
76) Ursara (Orsara di Puglia)
77) Venifro (Venafro/IS)
78) Volturino (Volturino)
79) Viesti (Vieste)
Gli abitanti, calcolati in base ai 17.090 fuochi, erano 85.450.
All’epoca, quindi, i Comuni di: Campomarino, Collotorto, Ferrazzano, Guglionesi, Ielsi, Larino,
Monacilioni, Montecilfone, Montelongo, Montenero di Bisaccia, Petacciato, Pietracatella, Portocannone,
Rotello, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Sant’Elia a Pianisi, Termoli, Tufara ed Ururi, oggi in provincia di Campobasso, e Castelpagano, Macchia e Venafro, oggi in provincia di Isernia, appartenevano tutti alla Capitanata che, pertanto, col suo territorio inglobava quasi interamente quello del Contado di Molise.
Una provincia immensa la Capitanata di allora, la più grande d’Italia per estensione territoriale!
E ciò non desta meraviglia sol che si consideri l’odierna estensione della Provincia Monastica dei
Cappuccini di Foggia, che ancora regge i conventi di: Agnone (IS), Campobasso (CB), Cerignola (FG), Foggia (FG), Gesualdo (AV), Isernia (IS), Larino (CB), Montefusco (AV), Morcone (BN), Pietrelcina (BN), S. Giovanni Rotondo (FG). S. Marco la Catola (FG), San Severo (FG), S. Elia a Pianisi (CB), Serracapriola (FG), Tora (CE), Venafro (IS), Vico del Gargano (FG).
Questa Provincia Religiosa, eretta formalmente nel 1555, fu vittima della soppressione dei conventi ,
operata dal Regno d’Italia con Lg.7.7.1866 n° 3036, e nel 1892 commissariata, ma si riprese negli attuali confini nel 1903, e mai fu dipendente dalla Provincia di Puglia, fondata nel 1530.
E’ naturale quindi che i legami storici, etnici, ed economici tra le due province della Capitanata e del
Contado di Molise, testimoniati peraltro dalla distribuzione geografica dei relativi territori, fossero tanto forti ed intensi che, sebbene la seconda fosse stata sino allora retta da un Luogotenente del Giustiziere della Terra di Lavoro, con separato Tribunale che teneva udienze sia a Campobasso che a Boiano e Limonano, Il Viceré Don Pedro di Toledo le volle riunire in un unico circondario, avente per capoluogo Lucera.
Tale era la situazione che Giuseppe Maria GALANTI (S. Croce del Sannio 24.11.1743 – Napoli 16.10.1806)
riscontrò, riferendone il 27 settembre 1771 al Re Ferdinando IV di Borbone, che gliene aveva commesso
l’incarico.
Nel 1799, con la creazione della Repubblica Partenopea (gennaio – giugno 1799) la nuova
amministrazione municipale di Foggia (Presidente: Ludovico FREDA – Segretario: Giovanni PEPE), eletta il 7 febbraio 1799, chiese che la città fosse dichiarata concapitale e il Gen. Jean Etienne Championnet (Valence 1762 – 1800), accogliendone l’istanza, dichiarò Foggia Capoluogo delle due province di Capitanata e Contado di Molise, così unificate.
Nel 1806 Joseph Bonaparte, divenuto Re di Napoli, a distanza di tre mesi dalla sua visita a Foggia (8
maggio 1806), in esecuzione della Lg. 9.8.1806 n° 132, con Real Dispaccio diretto al Presidente della Provincia di Capitanata, confermò Foggia capoluogo delle due Province unite di Capitanata e Contado di Molise, stabilendo in essa la Prefettura e l’Intendenza.
Con successiva Lg. 27.9.1806 n° 189, fu concessa l’autonomia al Contado di Molise con Intendenza a
Campobasso e Sottintendenza a Isernia, lasciando a Foggia la Prefettura.
In seguito il Maresciallo di Francia: Joachim Murat (Labastide-Murat 1767 – Pizzo di Calabria 1815)
successore di Joseph Bonaparte, chiamato a reggere il trono di Spagna e delle Indie, a seguito di una visita a Foggia, con decreto del 26 settembre 1808, concesse alla città il Tribunale Civile e Penale per la provincia di Capitanata.
Per il seguito, fu preservato l’ordinamento amministrativo dato alle due province della Capitanata e del
Contado di Molise, che nemmeno la restaurazione borbonica ebbe peraltro a mutare.
Una modificazione di detto ordinamento si ebbe invece con l’unità d’Italia, quando il Regno,
estremamente unitario e centralizzato, sul modello piemontese, venne, sotto il solo profilo amministrativo, diviso in
province configurando due province separate. quella di Campobasso, comprendente l’intero territorio
3 dell’attuale Molise e l’altra di Foggia, comprendente un territorio ridotto rispetto a quello dell’antica Capitanata (proprio per la cessione di una sua parte a favore della provincia di Campobasso), dalla valle ultra del Fortore alla valle citra dell’Ofanto, con capoluogo Foggia e sottoprefetture a Bovino e San Severo.
In seguito la Carta Costituzionale della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, ripartendo il territorio in
Regioni (art. 114), accorpava la provincia di Campobasso agli Abruzzi per formare la Regione Abruzzi e Molise, e quella di Foggia alle Puglie per formare la Regione Puglia (art. 131).
Fu questa una ripartizione del tutto antistorica oltre che immotivata sotto il profilo etnico, culturale ed
economico, in quanto l’ex Contado di Molise nulla aveva in comune con gli ex Apruzzi citra e ultra e tanto meno la Capitanata nulla aveva in comune con le Puglie (ex Terre di Bari e d’Otranto), diventando pertanto entrambe le province enti territoriali periferici di artificiali megaregioni, con tutte le inevitabili conseguenze di degrado ed emarginazione.
Il Parlamento ne convenne, allorché con Lg. Costituzionale 27.12.1963, raccogliendo l’istanza dei
molisani, divise la Regione Abruzzi e Molise in due distinte regioni: l’Abruzzo, che unificava gli Apruzzi citra ed ultra d’un tempo, ed il Molise che raggruppava in un unico contesto amministrativo i territori dell’ex Contado di Molise e dei Comuni del nord tavoliere facenti parte, in passato, della provincia di Capitanata.
Non provvedeva nel contempo a separare, per analoghe ragioni, la Capitanata dalla regione Puglia e
ad unirla al Molise in quanto, nella circostanza, la classe politica foggiana brillò per mancanza di lungimiranza ed assenza di iniziativa politica, benché durante l’Assemblea Costituente, la Capitanata, a furor di popolo e per voce dei suoi maggiori rappresentanti e amministratori, si fosse espressa contro la sua aggregazione alla regione Puglia.

L E T T E R A – T I P O da spedire a: presidente@provincia.foggia.it

Al Presidente della Provincia On. Dott. Antonio PEPE
Oggetto: Richiesta referendum sul progetto Moldaunia
Quale cittadino interessato al Progetto Moldaunia e quindi all’autonomia della Capitanata,
unica strada per ridare dignità e prospettive al nostro territorio, Le chiedo di permettere ai
cittadini della provincia di potersi esprimere attraverso referendum consultivo, in rispetto
della consistente volontà popolare, già manifestata attraverso indagine statistica iniziale e
successive delibere consiliari e circoscrizionali, nonché in rispetto del principio di democrazia
e della sovranità popolare attribuita al popolo dalla Carta Costituzionale.
Firmare con: NOME – COGNOME e CITTA’


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