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Abusivismo edilizio la Regione all’attacco

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Rilievi aerei e soldi ai Comuni per demolire: pronto il disegno di legge, in aula il nuovo anno.

 

 La Regione ingaggia una dura battaglia contro l’abusivismo edilizio. La giunta vara questa mattina un disegno di legge che mira a sostenere i Comuni nell’azione di contrasto al fenomeno: si prevedono apposite convenzioni per lo scambio di informazioni tra enti, si ricorre ai rilievi aerei, si organizza una banca dati, Soprattutto si istituisce un fondo finanziario per sostenere i Comuni impossibilitati (per ragioni di cassa) a procedere con la demolizione dei manufatti abusivi e si
fissa il potere sostitutivo della Regione nei confronti dei sindaci inerti. Il testo è firmato dall’assessora alla Qualità del territorio, Angela Barbanente. Dopo il voto in giunta, il disegno di legge sarà inviato in Consiglio per l’ esame e l’approvazione (dopo la sessione di Bilancio, dunque
nel nuovo anno).

Il testo
il provvedimento è asciutto, otto articoli in tutto. Ma è la relazione a spiegare molto sulla
necessità del provvedimento. «Il fenomeno dell’abusivismo- spiega Barbanente – conserva
proporzioni notevoli ed è sostanzialmente costante negli anni, comunque non decrescente». Inoltre i «provvedimenti sanzionatori» sono tardivi e in qualche caso non arrivano al risultato finale, soprattutto quelli che «dispongono la demolizione» degli abusi. Ciò anche a causa dei problemi di natura finanziaria: i Comuni, che rappresentano l’avamposto della lotta all’abusivismo, sono spesso con le casse vuote.

Le norme
E’ per questa ragione che l’articolo 6 istituisce un fondo di rotazione. Serve a concedere anticipazioni alle amministrazioni comunali per sostenere i costi relativi alle demolizioni. In-
somma, laddove i sindaci non abbiano i mezzi per intervenire, potranno accedere al fondo. Che, tuttavia, sarà utilizzato dalla giunta regionale «con priorità» a favore di interventi «su-aree di
pregio paesaggistico o vulnerabilità ambientale». Le somme dovranno essere restituite, anche per rialimentare il fondo. In caso di mancato rimborso entro cinque anni dall’erogazione, la Regione compensa il prestito con i trasferimenti (di altra natura) verso gli stessi Comuni. Lo stanziamento iniziale è di centomila euro.

Il potere sostitutivo
Particolarmente importante appare l’articolo 7: la Regione può nominare un «commissario ad acta» e sostituirsi ai Comuni in caso «di inerzia o di inadempimento» nell’opera di demolizione. Il commissario sarà un funzionario regionale. Oppure un tecnico iscritto nell’albo dei collaudatori: in questo caso dovrà essere residente in una provincia diversa da quella in cui si trova il Comune
commissariato.

Le banche dati
La legge, naturalmente, agisce anche sul piano preventivo e non solo su quello repressivo. La Regione svolgerà attività di «consulenza e assistenza», a favore dei Comuni, per rafforzare la funzione di vigi1anza. Inoltre, istituirà un sistema di rilevamento in grado di «monitorare le modifiche» al territorio. A questo scopo, si avvarrà anche di sistemi di rilevazione aerea. Una volta acquisiti i dati, Regione e Comuni potranno stipulare apposite convenzioni per utilizzare e scambiarsi le informazioni che possano risultare reciprocamente utili. Inoltre, gli uffici regionali
metteranno a disposizioni dei Comuni le proprie banche-dati. A cominciare dal Sit, sistema
informativo territoriale, all’interno del quale saranno riversate le informazioni sui fenomeni di abusivismo.

Una nuova era
Insomma: da artigianale che era, la lotta all’abusivismo diventa moderna e rapida. Anche le informazioni tra gli uffici comunali e regionali dovranno viaggiare su supporto informatico, anziché su carta. Una modalità più leggera e compatibile con l’ambiente, ma soprattutto più rapida. La parola ora è al Consiglio. Che dovrà provvedere a consultare, nel corso delle audizioni, i Comuni e le categorie professionali interessate.


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