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Saldi al via il 5 gennaio in anticipo per la crisi

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La data è stata modificata per quasi tutte le città italiane: da Milano a Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Ancona e Perugia, insieme a Napoli, Bari, Cagliari e Reggio Calabria. A Palermo cominceranno il 2, a Roma il 6. Codacons: "E’ un errore fatale. Andavano anticipati a dicembre per sostenere il commercio". Ventiquattro ore di anticipo rispetto all’anno scorso per i saldi invernali che partiranno il 5 gennaio prossimo, invece che il 6, in quasi tutte le città italiane. A cominciare da Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Ancona e Perugia, insieme a Napoli e Bari, Cagliari e Reggio Calabria. A Palermo gli sconti scatteranno dal 2, solo  a Roma la data resterà quella dell’Epifania. "Ma molti negozianti li applicano già – fa notare la Confesercenti – soprattutto i negozi di abbigliamento. Uno degli effetti della crisi".

Per il Lazio la decisione di anticipo è stata presa dalla commissione Pmi, commercio e artigianato del Consiglio regionale, votando all’unanimità dei presenti un emendamento alla Legge Finanziaria per il 2012 proposto dall’assessore alle attività produttive Pietro Di Paolo. La richiesta di anticipo era stata avanzata dalle maggiori associazioni dei commercianti.
Ma per il Codacons "la partenza dei saldi invernali a ridosso del termine delle festività natalizie rappresenta un errore fatale che provocherà un enorme danno al settore del commercio, ai negozianti e ai consumatori". Secondo il il presidente dell’associazione consumatori, Carlo Rienzi: "Far partire i saldi il 5 gennaio è una follia. I soldi delle famiglie italiane sono stati già spesi per le feste di Natale, per i regali, e per festeggiare il Capodanno, e poco e nulla resterà per gli acquisti durante i saldi. Il pessimo andamento delle
vendite in questo periodo natalizio, poi, dimostra che avevamo ragione noi: gli sconti di fine stagione andavano anticipati a dicembre, per sostenere il commercio e consentire risparmi ai cittadini".

Così "la previsione per i prossimi saldi non può che essere negativa, complice anche la crisi economica che attanaglia il nostro Paese e la scarsa fiducia dei consumatori", ha aggiunto Rienzi, "prevediamo un generalizzato calo delle vendite, che potrà raggiungere picchi del -30 per cento nelle grandi città come Roma o Milano".

Stesso ragionamento da parte dell’Adoc, che chiede l’inizio dei saldi prima del Natale: "Data la situazione estremamente critica per i consumi, con il pericolo di una nuova recessione alle porte, l’associazione chiede che la data d’inizio dei saldi invernali venga anticipata a giovedì 22 dicembre", si legge in una nota. "La spesa per gli acquisti di Natale è in calo del 16% rispetto allo scorso anno, fare iniziare i saldi dopo le feste è deleterio sia per i consumatori, che hanno già esaurito il loro budget, che per i commercianti", dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc. "Dopo le feste i soldi saranno esauriti, non ha senso far iniziare i saldi a gennaio, il crollo degli acquisti potrebbe superare il 30% rispetto al 2010. In questo periodo di vacche magre anche i centri commerciali, per la prima volta, accusano il colpo, le vendite sono calate dell’8%, gli unici a beneficiarne sono gli outlet e i negozi online".

Giudizio opposto per la Confesercenti che propone di far partire i saldi a fine stagione: "Ci sono negozi che già fanno vendite promozionali e sconti. Per riportare la cosa a un minimo di serietà, in particolare nel settore dell’abbigliamento, la nostra proposta è quella di rinviarli a fine stagione, anche perché chi vuole vendere a prezzi di fine stagione lo può fare anche prima dei saldi, senza fare sconti ma ricaricando la merce a livello inferiore", ha detto il presidente di confesercenti Roma Valter Giammaria. "Noi – ha aggiunto – non condividiamo la scelta di far partire i saldi il 5 o il 6 gennaio, ma faccia la regione Lazio".


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